Paris di legno, ma sereno: «Questo è il gioco, ho ritrovato le sensazioni dopo anno molto difficile»

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Sedici centesimi in superG, quattordici in discesa. Dominik Paris incassa un doppio piazzamento senza riuscire ad andare a medaglia a Saalbach. Tira un pugno sul materasso poco dopo il traguardo, perché giustamente deluso, poi però gli torna il sorriso in zona mista. E non era scontato per il gigante della Val d’Ultimo. Un sorriso e una tranquillità figli delle sensazioni che finalmente sono tornate, dopo una stagione fin qui “difficile” come lui stesso ha definito. «Ho tribolato quest’anno, è stato molto difficile – ammette – ma fortunatamente ho capito dove poter limare, quali cose sistemare e alla fine sono arrivato nel momento giusto. Peccato perché è mancato ancora qualcosina».

È la terza medaglia di legno in una gara iridata, ma alla fine è ancora il veterano azzurro a tenere testa alla nuova generazione che cresce giorno dopo giorno e va veloce. E a tenere alta la bandiera italiana. Certo, all’evento di un giorno contano solo le medaglie e lui stesso lo spiega con grande serenità: «È ovvio che mi girano le scatole, essere fuori dal podio a un mondiale è come non essere presente, ma questo è il gioco».

È una giornata amara per l’Italia della velocità, lì a un passo dalla gioia. C’è però anche del positivo: «Giorno dopo giorno ho fatto un passo avanti, ritrovando quelle sensazioni sugli sci mancate. Sono tornato a sciare come devo, ma non ero ancora libero totalmente di testa: ho dovuto pensare troppo in alcuni tratti e lì ho perso l’occasione. In alto ero talmente veloce che non sono più riuscito a mantenere il controllo».

Dominik Paris ©Pentaphoto

Arriva da un periodo altalenante, da una discesa di Bormio decisamente sottotono, cui è seguito un sorprendente fine settimana di Wengen, dove statisticamente poche volte è stato protagonista, per poi fare di nuovo in passo indietro a Kitzbuehel. «Con quella caduta che mi ha tolto un po’ di fiducia, importante per arrivare pronto su questa pista».

Al di là delle sensazioni e di una sciata veloce in alcuni tratti, «torno comunque a casa con una medaglia di legno». In realtà farà anche la combinata a squadre, probabilmente con Alex Vinatzer e si vedrà che cosa uscirà fuori. Ma il pensiero del jet azzurro, 35 anni e 22 successi in Coppa del Mondo, vola già alla sua Bormio, teatro dei prossimi Giochi Olimpici, tra poco meno di un anno ormai. «Un grande evento, spero di essere in condizioni migliori rispetto a quest’anno – dice – Come linea non cambierò grandi cose, fare due considerazioni per migliorare alcuni aspetti e arrivare pronto. Fisicamente ci sono, dovremo lavorare molto bene sui materiali ed essere precisi. Per essere pronti con l’assetto giusto al momento giusto».

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