Sulla Bellevarde le migliori della prima manche fanno harakiri

Ore 13.30. Su Val d’Isére come per incanto appare un timido sole. Non splendente, ma perlomeno filtrato dalle nuvole. La seconda manche è risultata ancora più ‘arrovellata’ della prima nella tracciatura e il fondo nevoso ne ha risentito. La Bellevarde, infatti, non è più nemmeno lontana parente della lastra di ghiaccio che si era vista in occasione delle prime giornate di questa rassegna. La seconda manche è vissuta prima dell’entusiasmo del caloroso pubblico locale per la rimonta di Olivia Bertrand (risalita fino al tredicesimo posto), poi della rabbiosa rimonta di Tina Maze. La slovena era molto arrabbiata dopo la prima manche e nella seconda ha davvero dato dimostrazione di classe e potenza. Dal quindicesimo posto è risalita fino alla medaglia d’argento, facendo segnare il miglior tempo di manche. L’unica delle leader della prima manche che è riuscita a resisterle è stata la tedesca Kathrin Hoelzl, per l’inezia di 11 centesimi. Dopo di lei le prime tre di questa mattina: la Rebensburg ne ha combinate di tutti i colori, la Poutiainen si è addormentata strada facendo, la Zettel ha dilapidato un vantaggio enorme dimostrando di aver troppa poca potenza per dominare una pista così rovinata: partire con il numero uno per lei era stato davvero un grande vantaggio. Il podio, alla fine, vede Hoelzl davanti a Maze e Poutiainen. E le nostre? Un amarissimo quarto posto per Denise Karbon, mentre Nicole Gius è finita con la faccia nella neve quando aveva un’andatura decisamente da medaglia.