Manfred Moelgg sul Kuonisbergli ©Agence Zoom

Che spettacolo! Beh, il Kuonisbergli lo conosciamo: la più bella pista da gigante del mondo. Da sola però non bastava per mettere in scena una gara così bella, incerta, spettacolare, avvincente e chi più ne ha più ne metta…E’ servita una grande volontà da parte degli organizzatori nel voler sistemare la strada rapidamente per far si che addetti ai lavori e spettatori potessero raggiungere Adelboden, appunto. E’ servito l’enorme impegno delle persone responsabili della preparazione della pista, che sono riusciti  a vincere la loro battaglia contro il meteo, quell’infame, che nei giorni scorsi ha fatto di tutto per complicargli la vita: è chiaro che si sono viste gare con neve più dura, ma una pista che da la possibilità a così tanti pettorali alti di qualificarsi nei primi trenta  e vede far segnare il miglior tempo nella manche decisiva a chi partiva ventiseiesimo, Pinturault, direi che il suo lo ha fatto, eccome. E’ servito un pubblico unico che, fregandosene delle strade chiuse, si è mosso, assiepandosi attorno alla pista, per urlare la sua grande passione a tutti i concorrenti, come sempre. Sono serviti due tracciati divertenti, veloce la prima, un po più frenata la seconda nella parte finale, questa, però non ha tolto spettacolarità alla gara, anzi, questa volta, l’ha resa incerta fino all’ultima curva dell’ultimo sciatore. E sono serviti questi magnifici atleti che si sono spinti oltre i loro limiti per cercare di limare centesimi ad ogni dosso, contropendenza e stradina che questa pista gli presentava, onorando la sua fama con rispetto ma  allo stesso tempo domandola irrispettosamente.

Il parterre di Adelboden ©Agence Zoom

HIRSCHER STOICO MA ATTENZIONE A KRISTOFFERSEN – Per Marcel Hirscher non ho più parole, le sue vittorie sono tutt’altro che scontate, per battere la forte concorrenza deve osare e osare tanto: rischia, per andare più veloce, sbaglia, cade, si rialza, sbaglia alla fine non esce, non esce mai, vince, vince sempre e così facendo riscrivere ogni giorno la sua storia e quella di questo sport. Chi è sempre dietro per pochi centesimi e per questo motivo è sempre più carico di gara in gara è Henrik Kristoffesen, che tecnicamente parlando, con la sua sciata pulita ed estremamente efficace ad inizio curva, in questo momento, non è secondo a nessuno e, sono convinto, con questo suo continuo crescendo di forma  vincerà prossimamente. Alexis Pinturault c’è: miglior tempo nella seconda, dove ha disegnato linee molto dirette ed è riuscito, con il suo enorme talento, a gestirle in tutti i punti chiave della pista. Peccato che abbia giocato male le sue carte nella manche d’apertura, forse troppo guardingo, per una volta, con il numero uno.

Il podio di Adelboden ©Agence Zoom

L’ITALIA CRECE – Grande passo avanti dell’Italia: gara tutta all’attacco per Luca De Aliprandini, Manfred Moelgg e Riccardo Tonetti che è valsa a tutti è tre un posto nei primi otto, bravissimi. Non credo che abbiano fatto cambiamenti tecnici in questo periodo, credo, invece, che orgoglio, convinzione nei propri mezzi e un po’ di spregiudicatezza siano stati alla base di questa loro crescita e spero di vederli ancora con questo atteggiamento nel prossimo gigante di Garmisch ultimo appuntamento tra le porte larghe prima delle Olimpiadi.

Riccardo Tonetti all’attacco sulle nevi bernesi ©Agence Zoom

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