Mikaela Shiffrin ©Christophe Pallot/Agence Zoom

Mikaela Shiffrin va a vincere in casa di Petra Vlhova: nello slalom di Jasna era seconda dopo la prima anche con ventisette centesimi da rimontare, firma il best crono nella seconda e ne rifila 61 alla rivale. 34 centesimi tra le due alla fine, questione di dettagli: la statunitense più fluida e costante, la slovacca un po’ troppo a strappi nella manche decisiva. Terza Wendy Holdener che conferma la posizione di metà gara con il secondo tempo di manche, chiudendo con un +52. Nella top five le solite: quarta Katharina Liensberger a 1.42, quinta Michelle Gisin a 2.24. Dalla sesta, Ana Bucik, i distacchi salgono sopra i tre secondi.
Mai come quest’anno resta aperta a più atlete le classifica di specialità: là davanti, ci sono ancora loro due, Vlhova a 480 e Shiffrin che insegue a 435, ma nella lotta, con tre slalom ancora in calendario, restano Katharina Liensberger a 415 e Michelle Gisin a 375. E magari Wendy Holdener a 305.
E nella generale? Domenica nel gigante rientra Lara Gut-Behrami e Petra Vlhova resta a -107 dalla svizzera. Ma in questa specialità la concorrenza è molto più ampia di quella dello slalom dove in questa stagione sono state solo in cinque a giocarsi il successo. Vedremo quale sarà il margine tra le due, prima della trasferta svedese, dove Vlhova con due slalom ha una bella chance per presentarsi alla finali, davanti alla svizzera.

Martina Peterlini ©Christophe Pallot/Agence Zoom

La migliore delle azzurre è Martina Peterlini, ed è un grande risultato il suo: ventiduesima a metà gara, affronta la seconda discesa, sul disegno di Matteo Guadagnini, con il piglio giusto, all’attacco, ma pulita, firma il quinto tempo di manche e chiude settima, la prima top ten in carriera in Coppa del Mondo. Sfruttare al meglio le occasioni: dopo le prima manche, le prime cinque a parte, racchiuse in 1.19, da Moltzan sesta a 1.72, si arriva proprio a Peterlini, a 2.71; insomma i margini per cercare una rimonta c’erano tutti in una classifica così corta. E Martina ce l’ha fatta, appena si è trovata di nuovo nelle condizioni di forma migliori. «Non mi aspettavo un risultato così – spiega la trentina – ma sapevo che potevo fare bene. Per problemi alla schiena ho molti meno giorni sugli sci: la prima manche sino ad oggi mi è sempre servita come risveglio per avere la fiducia necessaria, per poi aprire il gas nella seconda. Il prossimo passo sarà quello di fare bene entrambe le manche».
Federica Brignone, quindicesima a metà gara, è quattordicesima alla fine, Irene Curtoni dal diciottesimo posto sale al sedicesimo.

LA CLASSIFICA