Merighetti: ‘Fra una settimana via la placca

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Manca poco per tornare al cento per cento. Daniela Merighetti, 34 anni appena compiuti, è pronta a lanciarsi per una nuova grande stagione in Coppa del Mondo ripartendo con grande entusiasmo anche dopo le sfortunate avventure (pur condite da un podio in discesa a Cortina e, più in generale, dalla sensazione di poter essere veloce quanto le migliori) dell’ultima stagione. Frattura alla mandibola prima dei Mondiali, comunque disputati con grande coraggio, e del perone della gamba destra, poi, a Garmisch-Partenkirchen, dopo una caduta in prova.

PLACCA – «A Les Deux Alpes – ci dice Daniela – ho sciato per sette giorni, ma solo in campo libero. Dal punto di vista atletico non ho problemi, riesco a lavorare su tutto, corsa e balzi compresi, ma ancora sento del fastidio quando si tratta di inserire lo scarpone. Comunque, anche senza pali mi è servito prendere di nuovo confidenza con la neve. Dopo il ritiro in Francia sono tornata a Milano per effettuare una ‘TAC’ alla clinica Madonnina e anche il dott. Andrea Panzeri si è detto stupito dei miglioramenti. Fra una settimana mi toglierà la placca inserita nella gamba destra. Poi, dopo qualche giorno, potrò tornare ad allenarmi fisicamente, mentre dovrò aspettare un mese circa per rimettere gli sci».

FUTURO – Poco male, visto che comunque il prossimo raduno sulla neve per la squadra di Alberto Ghezze è previsto dal 17 al 22 agosto, a Zermatt, in Svizzera, mentre le velociste partiranno poi alla volta di Ushuaia l’8 settembre e rimarranno in Argentina quasi un mese.

RISPARMIO – Abbiamo poi chiesto a ‘Dada’ un parere sull’esperienza di Les Deux Alpes, dove le ragazze della squadra di Coppa del Mondo italiana hanno alloggiato in appartamenti e non in albergo, per risparmiare, esperienza per altro già vissuta qualche altra volta, in passato. «Direi che ci siamo adattate tutte bene – conclude ‘Dada’ – oltretutto eravamo in due in ogni appartamento, quindi non bisognava preparare da mangiare per un intero reggimento… Fare la spesa e cucinare non ha portato via tempo ad allenamenti, preparazione atletica, video o fisioterapia. Ci sono pro e contro, ma, data la mia esperienza in Coppa, mi rendo ormai sempre più conto di quanto sia importante lavorare bene, sugli sci, tra Ushuaia e la trasferta nordamericana, soprattutto. L’estate è utile sì, ma solo se si trovano buone condizioni, altrimenti non serve più di tanto. Quindi, se con i soldi risparmiati a Deux Alpes riusciamo, come previsto, a fermarci di più a Copper Mountain, negli Stati Uniti, prima delle gare veloci di Lake Louise che aprono la stagione, in Canada, ben venga. Lì si può fare la differenza e trovare la forma migliore».

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