Memorial Fosson, che sfide nello slalom Ragazzi

Al mattino la sveglia suona presto. Alle 7,30 c’è già l’apertura impianti, la ricognizione appena dieci minuti dopo. Quattro tracciati, in questa edizione del Memorial Fosson che è diventato grande perché assegna lo scudetto a squadre. E allora c’è da correre da una parte all’altra: gli allenatori guardano l’ordine di partenza sul telefonino per incastrare la possibilità di seguire i propri atleti dappertutto. I più fortunati, i coach della categoria Ragazzi: un doppio tracciato parallelo, basta mettersi a metà e si vede benissimo tutta la gara, passando da una parte all’altra con pochi semplici passi.

In albergo ti sei vestito da temperature sotto lo zero dopo aver controllato sul balcone della camera, quando inizia gara-2, con il sole pieno, ti ricordi che in fondo è l’11 aprile e non hai messo la crema solare. Fa caldo, ma la neve sotto i piedi non si è mossa di un millimetro. Pista perfetta, attacca senza problemi, è un po’ il refrain alla radioline. Che tu abbia il l’1 come il 160, tanto è rimasto uguale. E tanto poi da una gara all’altra si invertono i pettorali.
Se nel passato c’è sempre stato grande entusiasmo al Fosson, adesso si fa ancora più squadra. La prima giornata è scivolata via tra qualche turista inglese impegnato nei corsi e centinaia di divise dei club che vanno da una parte all’altra. Solo alla fine, al tavolo del bar, ritrovi quel clima che hai sempre vissuto al Fosson. Gara sì, ma anche occasione per fare gruppo davanti ad una pizza. E divertirsi. Da festa di inizio stagione, a quella di chiusura.

Azzurra Ines Leonardi

Chi ha un passo diverso lo vedi dalle prime porte, un po’ più sul ripido. Poi devi spingere sul piano prima del rush finale, ma chi ne ha lo capisci immediatamente. Guarda la 13, filma la 13. La tredici di pettorale è Anna Trocker: in questa stagione ha fatto vedere di stoffa è fatta tra Alpe Cimbra e Pinocchio e oggi a Pila ha fatto doppietta. Ha fallito nella seconda manche lo slalom degli Italiani, ma il passo c’è davvero. Dietro di lei ancora Amelia Grace Curto e Azzurra Ines Leonardi. Ancora perché erano già sul podio dello slalom Ragazze ai Tricolori dell’Abetone (battute da Giada D’Antonio), sono salite entrambe due volte sul quello del Fosson. Oggi, un gradino sopra le altre.

Nadia Plunger

Amelia Grace Curto

Restando nella prova rosa, altri due dati, visto che parliamo di gara a squadra: nella top ten di gara-1 due portacolori del Seiser Alm (Trocker appunto e Nadia Plunger) e altrettante dello Sporting Campiglio (oltre a Leonardi anche Lavinia Paci) che diventano tre per i colori campigliani con Veronica Stefani nella seconda gara.

Mattia Contino

Stefano Andreis

Mi piace, è sempre bello solido e pulito. Al maschile il lotto di quelli bravi si amplia. Di nuovo prendiamo come riferimento lo slalom tricolore. All’Abetone avevano dettato legge i 2008: Thomas Carrozza, Stefano Andreis, Andrea Salvati, primo, secondo e terzo, due valdostani i primi due classificati, e un veneto. Oggi si sono confermati in alto, Salvati due volte nella top ten, ad un passo, dieci centesimi, dal podio, ma abbiamo visto che i 2009 ci sono, eccome. Michele Vivalda e Riccardo Depetris Pollini, risultati a parte, hanno dimostrato davvero una bella impostazione tecnica. Ma ripetiamo non guardiamo il piazzamento, guardiamo la prestazione: ce ne sono almeno dieci, se non quindici che sciano da grandi. E se ci concentriamo sulle squadre, allora spiccano Equipe Limone (con Vivalda e Francesco Sadowski sul podio in gara-1), il team di casa dell’Aosta (doppia top ten e un podio, con Andreis e Mattia Contino), e lo Ski Team Fassa (due nei dieci nella seconda gara con Suen Fiorot e Filippo Iori).
Martedì altro giro: sarà il giorno del gigante.

Francesco Sadowski

Thomas Carrozza

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