Martina Peterlini ©Pentaphoto

«Sappiamo benissimo tutti che non si può avere tutto e subito in Coppa del Mondo. Ci voleva, però, un risultato: in allenamento vediamo che c’è livello, ma se non arriva nulla in gara, allora la situazione si complica». Matteo Guadagnini il giorno dopo lo slalom di Zagabria, che ha visto in primis il risultato di Martina Peterlini, quattordicesima alla fine, ma sesto tempo nella seconda manche, inizia a vedere i primi frutti del suo percorso. «Sì, il suo è stato il segnale più evidente – ancora il tecnico trentino – ma a me piace sottolineare la crescita del gruppo. Stanno sciando bene, poi non è facile in gara con i numeri di partenza che hanno ancora, tirare fuori quello che hanno dentro. Ma ce l’hanno davvero, credetemi. Sono giovani, manca esperienza e maturità, qualche sbaglio arriva, ma la strada è questa. Ripeto, ci vuole il giusto tempo».
Prossimi passi? «Adesso qualche giorno di allenamento in Val di Fassa prima di Flachau, poi tutte, ovviamente eccetto Ieie Curtoni, andranno anche in Coppa Europa perché è importante anche abbassare i punti per partire prima. Un conto è partire tra il 50 e 60, altro tra il 30 e 40. Con questi numeri di partenza adesso il primo obiettivo è quello di ottenere il pass nelle trenta per poi giocarti tutto nella seconda, se invece parti con numeri migliori puoi anche gestire in modo diverso la gara. Adesso dobbiamo anche finalizzare di più: lavoreremo soprattutto sui cambi di ritmo, dove abbiamo sbagliato un po’ di più. Ma è anche una questione d’esperienza, e quella la impari solo gara dopo gara».