Guglielmo Bosca ©Pentaphoto

L’urlo di liberazione dopo due anni da incubo. Guglielmo Bosca ha dato segnali importanti nel superG di Bormio, valido per la prima combinata alpina della stagione. Nono tempo, appena davanti ad Alexis Pinturault, e tante sicurezze per iniziare di slancio l’anno di 2020. Il bruttissimo infortunio di Reiteralm è ormai un ricordo: sulla pista Stelvio di Bormio Gugu ha voltato pagina. 

Cos’hai pensato subito dopo aver tagliato il traguardo?
«È stata una liberazione. In questi due anni ho guardato le gare in televisione, sdraiato sul divano, riuscire a fare questo risultato è stato fantastico. Sono molto contento, anche perché qui sulla Stelvio è la prima volta che corro».

Come ti senti ora?
«Sto sciando molto bene e sono davvero contento di tutto. Sono consapevole che mancano ancora un po’ di chilometri nelle gambe, ripartire da questa pista sicuramente non è stato facile».

Quanto slalom hai fatto? 
«(Ride, ndr) Non l’ho più fatto, ho solo stretto i denti e tirato fuori tutte le energie che avevo: dopo una prova, una discesa e un superG, è stato un tour de force sulla Stelvio. Dovevo per forza arrivare in fondo per prendere punti Fis nel superG».

È stata davvero così difficile la manche di Bormio?
«Un vero slalom da Coppa del Mondo e non di una combinata, davvero tostissimo».

Gennaio è il mese della Coppa Europa…
«Sì, ma anche quello della Coppa del Mondo con le grandi classiche: Wengen e Kitz. Cosa farò? Vediamo come andranno le prossime gare, spero magari di fare qualche altro risultato in Coppa del Mondo».