Longo, Fondazione Cortina: «Competenze ed esperienza grazie agli eventi, ma anche una funzione culturale e sociale»

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Ci siamo praticamente. Mancano pochi giorni alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Sul territorio fervono gli ultimi preparativi, dal momento che sono stati fondamentali e lo sono tutt’ora i lavori delle località con i differenti comitati organizzatori. A Cortina c’è Fondazione Cortina in prima linea: una struttura efficace presieduta da Stefano Longo e diretta da Michele Di Gallo. «Abbiamo realizzato e costruito un patrimonio di competenze ed esperienza nell’organizzazione di rassegne internazionali, di eventi. Abbiamo messo tutto questo a disposizione dei Giochi. Fondazione Cortina, dal punto di vista organizzativo, ha davvero maturato una conoscenza ingente che è servita ed è utile tutt’ora in ruoli importanti per le Olimpiadi che fra pochi giorni avranno inizio. Cortina d’Ampezzo sarà un centro fondamentale con cinque discipline» olimpiche, fa sapere Longo.

In tre anni Fondazione Cortina ha organizzato addirittura venticinque gare di Coppa del Mondo di otto discipline. Una macchina da guerra, una struttura poliedrica ed interdisciplinare. «Contiamo sempre su una quindicina di persone che lavorano con compiti specifici e professionalità dedicate dirette da Michele Di Gallo. Ai Giochi arriviamo ad aver cinquecento elementi che gestiamo direttamente. Costruiamo anche figure professionali, o cerchiamo di farlo, perché uno dei valori in cui crediamo è costruire figure per rimanere nel bellunese, sul territorio, arricchendolo. Del resto lo spopolamento della montagna è sempre all’ordine del giorno». Fondazione Cortina, nata per gli eventi sportivi internazionali, vuole andare a tracciare anche ambiti ritenuti importantissimi, fondamentali per essere Fondazione, per dare un significato totale a Fondazione Cortina.

«I progetti culturali e sociali sono decisamente significativi per il nostro ruolo. Vogliamo esser collante del territorio non solo per Cortina ma per il Cadore, il Bellunese, per il Veneto. Abbiamo istituto progetti come il Progetto Scuola che ha avuto un successo enorme, o quello del Volontario Dolomitico. Un rapporto inoltre costante con le Istituzioni locali. Questo per far degli esempi, iniziative che dureranno, perché Fondazione Cortina ha in cantiere ancor diverse rassegne dopo le Olimpiadi. La funzione sociale di Fondazione Cortina è senza dubbio da sottolineare». Cortina d’Ampezzo ospiterà lo sci alpino femminile, il bob, lo skeleton, lo slittino e il curling. Sono fra l’altro specialità nella vocazione di Cortina. «Il bob lo facciamo da cento anni grazie ad un bob club vivo e vegeto. Da trent’anni c’è il curling, come anche le gare di velocità femminile di sci alpino sulle Tofane. Siamo la casa dello sport invernale e le strutture che faremo sono davvero un fiore all’occhiello. Sto parlando dello stadio del ghiaccio e della struttura legata alla pista Eugenio Monti».

Lo pista del ghiaccio, la struttura tanto discussa. Erroneamente. Sbagliando. Primo, le discipline dello scivolamento sul ghiaccio sono olimpiche fino a prova contraria e allora, facciamo finta di niente? Chi l’ha detto che non si può costruire una nuova struttura? Dove sta scritto? Applausi invece a questa nuova struttura e a chi ci ha creduto. Ma lo sport qua va oltre, e così torniamo alla funzione di Fondazione Cortina. Chiude Longo: «La pista Eugenio Monti e l’impianto tutto, non saranno fini a se stessi. Questa è la grande scommessa. Veicolare queste discipline sarà importante grazie al ruolo anche del Bob Club Cortina. Dobbiamo fare di questo impianto il centro di allenamento internazionale per le squadre nazionao e i team, almeno d’Europa, di bob, skeleton e slittino. Formare insomma una cultura intorno a questi sport e spingere nel praticarli, assecondare chi ha interesse nel farlo».

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