Con Rulfi a Varazze ©Gabriele Pezzaglia

Due biciclette, un taccuino e una penna, un telefono per qualche scatto, un continuo sali e scendi sull’Appennino Ligure fra le province di Genova e Savona. Gianluca Rulfi ci fa esplorare la sua terra adottiva. Cuneese di Frabosa, vive tuttavia a Genova, quartiere Voltri. Rulfi a ruota libera un po’ su tutto. Racconta della sua squadra, il trio delle meraviglie. E’ il Re Mida dello sci, perché tutto quello che tocca trasforma in oro. Prima i successi con lo squadrone più forte di sempre della velocità maschile, ora con le azzurre che la passata stagione sono state protagoniste di una stagione superlativa. E allora partiamo da Ovada, che a dire la verità, è in Piemonte, nell’Alessandrino. Subito il terreno vallonato della strada della Vecchia Costa di Ovada. Cosa dici di Matteo Ponato direttore tecnico giovanile? «Farà bene. Attento, equilibrato. Un organizzatore, questo di dt Giovani è il suo ruolo. Matteo non è solo un bravo tecnico. Certo, Lorenzi ha fatto davvero bene a mio giudizio». Quando le salite non sono esigenti, ‘Rulfus’ chiacchiera e racconta. Capisci quando tace che il suo battito aumenta e le salite si fanno più impegnative. A Rossiglione attacchiamo il Passo del Turchino. Facile, abbordabile, ma sempre un must del ciclismo perché teatro della Milano-Sanremo. «La differenza della squadra maschile da quella femminile? Semplice, le donne sono più coinvolgenti, hanno più necessità di te, dello staff».

Rulfi a tutta ©Gabriele Pezzaglia

Per il terzo anno, dopo nove con i velocisti, Gianluca si prende cura del settore femminile. Cinque atlete nel team. Sofia Goggia, Federica Brignone, Marta Bassino, Nadia Fanchini e Elena Curtoni. «La rivalità fra Sofi e Fede c’è, ma è normale che ci sia. Anche ai Mondiali c’era, forse la stampa ha pompato un po’ troppo la questione. Ma anche questo è normale in un Mondiale, in un grande evento. Sono due numeri uno, due eccellenze, due vittoriose. Sono diverse fra loro. Il punto di forza di Federica è quella energia e quella voglia di allenarsi sempre e comunque. Il punto negativo è quando si convince che le cose non vanno. Sofia è un mostro per accanimento, per sapersi concentrare sull’obiettivo, ha in testa la monoidea di gareggiare per vincere. Per contro? Gli innamoramenti, che non sono certamente solo quelli sentimentali. Marta Bassino? Cresce ogni anno, un talento». Un punto fondamentale e sempre dibattuto è la questione della preparazione atletica. Preparatori atletici a casa, giusto o sbagliato? Continua Rulfi. «E io aggiungerei, stage insieme o allenamenti da sole? Due raduni collegiali come abbiamo noi in programma sono una giusta via di mezzo crediamo, del resto atlete e staff sono in autunno e inverno praticamente sempre via di casa. Avere preparatori FISI che seguono a casa direttamente le atlete? Troppo costoso, magari si può pensare in futuro a gruppi di lavoro per aree geografiche. Importante per far funzionare quello che c’è è il confronto fra i preparatori cosidetti privati e Damiano Scolari, il responsabile, uno di cui mi fido ciecamente. E poi adesso c’è un nuovo innesto per il lavoro a secco, Marcello Tavola. Il monitoraggio nostro è continuo, noi siamo disponibili a discutere su tutto. Le nostre ragazze hanno margini sull’atletica, penso a Federica, sul tema della forza ad esempio». Passiamo la galleria del Turchino, che questa volta non è sinonimo di passaggio dall’inverno alla primavera come alla Milano – Sanremo. Giriamo a sinistra e attacchiamo il Passo del Faiallo. Paradossale quello che si apre ai nostri occhi dopo giorni di cielo limpido. Ci tuffiamo infatti nella nebbia totale, ci addentriamo quasi nel buio. Nebbia più da pianura padana, altro che Appennino ligure. Non si scorge nemmeno il tornante successivo. Una coltre di umidità sale dal mare repentinamente, anche se il profumo della vegetazione mediterranea l’ha vinta comunque.

Nebbia sul Faiello ©Gabriele Pezzaglia

Inizia la discesa e ci fermiamo a Vara Inferiore di Urbe per un celere rifornimento. Ancora si dibatte di preparazione atletica. «Il responsabile della preparazione atletica in FISI Roberto Manzoni? Ha esperienza, visto anche aver lavorato con fuoriclasse del calibro di Compagnoni e Rocca. E’ un eccellente rieducatore da dopo infortunio. Conosce la materia della preparazione atletica, tuttavia forse ha poco il polso della situazione sui gruppi Coppa del Mondo, capita che manca nel dire si o no con fermezza». Troppo accademico? Può darsi. Intanto nello staff è arrivato Roberto Lorenzi. «Un regalo, grasso che cola. Un bravo coach, conosce le atlete, farà bene». L’ultimo pensiero prima di scalare il Monte Beigua è su Flavio Roda, il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali. «E’ stato un tecnico, conosce i nostri problemi ed è capace di affrontarli. Tuttavia fa ancora un po’ fatica a fare squadra…». Scolliniamo sempre nella nebbia. Quota 1300 metri. Non c’è tempo questa volta per parlare, ma solo per mettersi su una mantellina e iniziare la picchiata verso il mare. Arriviamo a Varazze. Poi Cogoleto, Arenzano, Voltri, la porta di Genova dalla costa ponente. Da casa Rulfi si vede il mare. Da qui Re Mida progetta altri trionfi. «Coppa del Mondo e Olimpiadi, siamo in grado di toglierci ancora grandi soddisfazioni. E dobbiamo farlo».