La conferenza stampa a MIlano ©Fisi/Pentaphoto

«Devono arrivare in Italia, per forza». Le parole di Flavio Roda, che oggi ha incontrato i giornalisti a Milano, sono scandite in modo chiaro e preciso e si riferiscono ai Giochi Olimpici 2026, dove l’Italia ha sciolto i dubbi e ha candidato Milano – Cortina, non dopo accese discussioni più politiche che sportive. Flavio Roda è tornato da Buenos Aires, dove si è svolta la riunione del CIO, con tanta fiducia perché, dice: «il CIO vuole parlare di sport, sfruttando strutture già esistenti e che continuino a rimanere in vita anche dopo l’evento – ha detto -, credo ci sia l’esperienza necessaria per raggiungere l’obiettivo: la nostra candidatura non può avere grandi problemi perché tutte le località da noi considerate godono di grandi strutture. Non ci rimane che preparare il miglior dossier possibile». Milano sarà ovviamente sede della cerimonia di apertura, le Dolomiti saranno la cartolina ideale.

IMPEGNO SUI GIOVANI – Il presidente Flavio Roda in apertura ha però voluto sottolineare i cambiamenti che la Fisi ha fatto in questi mesi. «Abbiamo rivolto ancora più attenzione ai giovani, per dare la possibilità agli atleti di mettersi in mostra e trovare i giusti ricambi per il futuro». Per questo motivo la Fisi ha aumentato il numero dei tecnici, costituendo squadre più ampie. Sono 287 gli uomini (e le donne) che compongono gli staff di tutte le discipline, 380 gli atleti, con un impegno economico, per i soli professionisti di 5 milioni di euro. «Non credo che nessun’altra federazione disponga di numeri simili». E poi vanno considerate le sedi periferiche con i 18 Comitati regionali, oltre 1200 sci club che organizzano circa 7000 gare all’anno.

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