L’ascesa di Carrick-Smith. Una famiglia sugli sci che lancia un’altra campagna per autofinanziarsi: «La sfida più grande»

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Freddy Carrick-Smith ha 19 anni, 21 punti Fis in slalom e 17 in gigante. È il migliore 2007 al mondo tra le porte larghe. E la sua bravura l’ha dimostrata tutta nell’opening di Sölden. Nell’ennesima sfida tra Braathen, Odermatt, Meillard, forse è passato un po’ inosservato, ma lo sciatore britannico ha strappato un convincente dodicesimo posto. 

È partito con il pettorale 46, si è qualificato con il ventunesimo tempo, per poi giocarsi le proprie carte nella seconda frazione. Per lui il quinto tempo di manche e un bel balzo in avanti in classifica. Non era mai arrivato così in alto, ma neppure si era mai avvicinato alle migliori trenta posizioni, nelle altre quattro apparizioni in Coppa del Mondo. 

A un anno dall’esordio nel massimo circuito, la situazione è cambiata e di molto. E non è una sorpresa visto che il giovane britannico lo scorso inverno è stato capace di vincere un gigante di Coppa Europa, diventando il primo della storia del suo paese. 

Freddy Carrick Smith ©Agence Zoom
Freddy Carrick Smith ©Agence Zoom

Primo a Valloire, poi altri piazzamenti nella top 10, fino ad arrivare ai podi e alle vittorie di questa estate, conquistati negli slalom dell’Australian New Zealand Cup. Una bella marcia di avvicinamento a Sölden, dove si è subito affacciato ai migliori dieci, nella prima stagione senza lo slalomista Dave Ryding. 

«È molto bello vedere Dave Ryding e gli altri britannici fare bene in Coppa del Mondo, ma non voglio seguire i passi di nessuno – spiegava lo scorso inverno – Voglio tracciare il mio percorso».

Una famiglia di sciatori

Disegna curve sulla neve al fianco dei fratelli Luca e Zak, seguiti dalla mamma Emma Carrick-Anderson – cinque presenze olimpiche e 62 in Coppa del Mondo – e dal papà Phil Smith. «Tutta la famiglia in pista, eravamo al settimo cielo dopo la seconda manche del gigante di Sölden – spiega il giovane –. Dopo la prima discesa, quando ho visto il 21° tempo, ero davvero felice». 

Una bella soddisfazione per una delle tante famiglie che ruotano intorno al mondo dello sci e che devono spesso trovare le risorse per andare avanti. Lo scorso 26 settembre la mamma Emma ha lanciato una nuova campagna su Gofundme per auto-finanziare il team. 

Più si alza l’asticella, più aumentano le spese. «La maggior parte delle squadre viaggia da anni nell’emisfero australe per la preparazione estiva, ma per noi era la prima volta che ci riuscivamo, siamo davvero grati per questa opportunità. È un passo fondamentale per andare avanti – si legge nella descrizione della campagna – Come potete immaginare, il finanziamento continua a essere una delle nostre sfide più grandi ed è per questo che vi chiediamo ancora una volta il vostro sostegno». 

Freddy Carrick Smith ©Agence Zoom
Freddy Carrick Smith ©Agence Zoom

A Coronet Peak, durante l’estate, c’è stata un’altra parentesi storica per la famiglia Carrick-Smith. Nello slalom dei Campionati nazionali il podio è stato interamente occupato dai tre fratelli: Luca, Zak e Freddy. 

Le ambizioni sono tante per la stagione agonistica 2026/2027. La volontà è di seguire tre programmi differenti: la Coppa del Mondo, la Coppa Europa e volare poi ai Campionati Mondiali Juniores che si svolgeranno negli Stati Uniti. Con uno sguardo anche ai Mondiali di Crans-Montana.

«Continuiamo a spingere, continuiamo a crederci». Il primo passo è stato fatto: Freddy ha riportato la Gran Bretagna nella top12 di un gigante di Coppa del Mondo dopo 58 anni. Bisognare infatti andare indietro di parecchio, fino al 10 marzo 1968, quando Jeremy Palmer-Tomkinson chiuse nono a Méribel. 

Ora che lo slalomista Dave Ryding si è ritirato, c’è un giovane gigantista da non sottovalutare, anche se la strada è come sempre lunga e tortuosa. Il segreto? «Provo ad arrivare giù il più velocemente possibile, credo che Luca e Zak la pensino uguale».

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