La regina e' rinata: Mikaela Shiffrin vince a Kuehtai

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Disastro Italia. Strachova sul podio dopo aver sconfitto un tumore

I pronostici erano tutti per lei, tornata brillante già nel gigante di ieri, ed ecco che la 19enne americana si è ripresa di prepotenza la scena: quando la Shiffrin scia da Shiffrin, non ce n’è per nessuna. Miglior tempo in entrambe le manche, gerarchie ristabilite, seconda manche in crescendo, veloce sui piani, a tempo sui dossi, straordinaria sul muro finale, come nella prima. Poche storie. E’ la numero uno al mondo, l’ha dimostrato a Kuehtai, come certificano anche l’oro olimpico e iridato in carica e probabilmente qualche meccanismo si era solo un po’ inceppato, ultimamente, con gli allenamenti in gigante e superG. Ora è stato di nuovo oliato a dovere, dopo aver saltato la tappa di Val d’Isere (primo appuntamento con la velocità rimandato), scelta più che saggia e condivisibile. Morale: ha ‘distrutto’ la concorrenza, pur qualificata. Vittoria n°11 in Coppa, decima in slalom e terzo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo, alle spalle di Maze e Fenninger. Ben tornata, Mikaela! Quarta vincitrice diversa su quattro slalom (Maze, Hosp, Pietilae-Holmner le altre), otto su otto se allarghiamo il campo a tutte le discipline tecniche. Spettacolo unico. Manca solo un’italiana sul gradino più alto del podio… 

GARA – La storia di giornata non è però la sua, ma quella di una coraggiosa ragazza di Praga, Sharka Zahrobska sposata Strachova, operata per un tumore benigno al cervello, tre estati fa, con tutte le conseguenze immaginabili del caso, oltre a tanti chili e tanta massa muscolare inevitabilmente persa, e di nuovo sul podio a distanza di cinque anni abbondanti dal successo di Aspen, datato novembre 2009; dopo essersi un po’ persa tecnicamente nelle ultime due annate. Un recupero incredibile e unico, che dà valore anche alla caratura morale della persona. Ottanta i centesimi di ritardo della ceca, ma contano poco. Questo secondo posto vale un titolo Mondiale, per altro da lei già vinto nel 2007 ad Aare, ovviamente in slalom. Terza, al secondo podio della carriera dopo due anni, la svizzera Wendy Holdener, sesta dopo la prima manche e autrice di due run splendide, nel primo caso sul muro, nel secondo caso nel tratto iniziale. Tanto di cappello. 

ALTRE –  Quarta Hansdotter, per la prima volta fuori dal podio in slalom nella stagione in corso, quinta la vincitrice di Aare, Pietilae-Holmner, poi, nelle dieci, anche Maze (che guadagna 40 punti , in classifica generale, alla Fenninger, dopo i 44 persi ieri dalla salisburghese nel gigante), Hosp, Zettel, Swenn-Larsson e Michelle Gisin, quest’ultima al terzo risultato nella top10 nei primi quattro slalom. Attenzione, perché proprio davanti a Vreni Schneider, presente al parterre, la squadra svizzera sembra aver ritrovato, dopo tantissimi anni, due protagoniste in grado, a breve, di vincere tra i ‘rapid gates’. Succederà veramente? Primi punti di Coppa del Mondo per Dygruber, Crawford e Kopp, a conferma del fatto che oggi era un’occasione d’oro per chi partiva con pettorali alti, buona conferma anche in slalom per Adeline Baud (15esima).

ITALIA – Dolenti note. Una sola azzurra al traguardo, Irene Curtoni, 20esima, in rimonta di sette posizioni e sicuramente in crescita di condizione, quanto meno quasi sempre a punti tra slalom e gigante. Erano in tre le qualificate alla seconda manche, su cinque partite, come quantità neanche male (non ce l’hanno fatta Moelgg e Agnelli, con Pardeller bloccata a letto dall’influenza), ma poi, nella seconda, sono deragliate Chiara Costazza (era 19esima) e Federica Brignone (22esima), alla terza qualifica della carriera in slalom in Coppa del Mondo. Un’inforcata sul muro finale ha messo fuori causa la valdostana, di cui però non abbiamo capito l’atteggiamento, sinceramente: un errore può sempre capitare, specie nella disciplina, ma forse è più giustificabile se causato da una manche totalmente all’attacco, dalla prima all’ultima porta. Federica, invece, ha dato (almeno a noi) l’impressione di voler semplicemente arrivare per far punti (atteggiamento per altro non del tutto contestabile ), ma allora, a quel punto, è fondamentale evitare ogni rischio e portare a tutti i costi gli sci al traguardo. Si chiude un weekend di Kuehtai da dimenticare per la squadra femminile italiana, nonostante le prove offerte ieri, in gigante, da Nicole Agnelli e Karoline Pichler. Tempo di riflessioni, giusto per l’anno nuovo. Domenica 4 gennaio si riparte con un altro slalom, da Zagabria, nella speranza che cambi la musica. Per ora, la nota è stonata… Buon 2015! 

 

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