Pietro Franceschetti

Lo scorso marzo è calato il sipario sulla carriera agonistica di Pietro Franceschetti. Il ’93 trentino cambia vita. «E’ stata una grande avventura. La scelta dell’addio è stata ragionata. Certo, mi manca la vita da atleta, la gara, tutti quegli aspetti che hanno reso magici questi anni. Ma è stato il momento di dire basta. Tanti ricordi indelebili, ma anche aspetti negativi con cui mi sono dovuto confrontare come quella mentalità di giudicare capacità e passione di un atleta guardando spesso solo alla carta d’identità», fa sapere il giovanotto di Bolbeno che interviene su uno dei tanti temi attuali sollevato dopo l’addio allo sci agonistico di Stefano Baruffaldi. Ma Pietro guida avanti e lo fa con il solito entusiasmo che lo ha sempre contraddistinto. Stimato da tutti, anche dai big azzurri come Manfred Moelgg, oltre che tanti senior e junior presenti, che nello slalom tricolore di Livigno lo ha abbracciato alla fine della sua passerella fra i pali stretti.

Baruffaldi e Gualazzi festeggiano Franceschetti ©Pez

COACH DI BERTANI, GLI STUDI DI GIURISPRUDENZA, TESTIMONIAL PODHIO – E adesso? Tante strade per Pietro si sono aperte. «C’è un progetto legato allo sci ed è sicuramente una bella avventura. Seguirò Mariia Luisa Bertani. Da fuori squadra si appoggia allo Ski Racing Camp di Corrado Castoldi ed io darò specificatamente una mano a Bertani. Una sfida che mi affascina davvero, Luisa è una lottatrice, una ragazza mai doma che guarda con determinazione e professionalità ai propri obiettivi», ci dice Pietro. Intanto sta frequentando il terzo anno di giurisprudenza. «Poi valuterò se proseguire con la pratica forense o invece optare per il diritto sportivo», ancora Franceschetti. Inoltre un altro campo di azione. C’è Podhio nella sua nuova vita. «Mi impegnerò nel settore retail di Podhio e sarò anche un testimonial. Altre sfide insomma non mi mancano…».