La lezione di Hofer, dalla precarietà alla certezza del trionfo: «Dedico a Fontanive la vittoria»

Pubblicato il:

Una storia, una favola quella di Alex Hofer. Tutto in due mesi. Dalla precarietà alla sicurezza, dall’instabilità alla certezza, dalla polvere all’altare. A metà novembre lottava solo alle FIS di Solda con tanti punti interrogativi nella testa. Dubbi sullo stato di forma per i primi confronti, dubbi sul fatto se eventuali podi potevano aprire le porte per la convocazione nei giganti d’apertura di Coppa Europa. Incertezza totale. Tuttavia, il portacolori delle Fiamme Gialle, classe ’94 ed ex azzurro, si mette subito in mostra nei primi appuntamenti nei giganti di Solda con una vittoria e un secondo posto. Il responsabile del gruppo Coppa Europa Alexander Prsoch non ci pensa due volte e lo chiama per la spedizione norvegese. Un primo obiettivo raggiunto per l’altoatesino di Castelrotto. A Trysil è la sorpresa: nel primo gigante prende le misure del podio, poi nel secondo attacca con sicurezza sulla Hogegga e termina secondo. «Un sogno» dirà a fine gara, ancora incredulo.

Alex Hofer a Trysil ©Gabriele Pezzaglia

Ma la favola continua. Arriva la convocazione in Coppa del Mondo con l’esordio nel tempio svizzero di Adelboden. Poi la tappa del circuito continentale in Austria a Kirchberg: vittoria nel secondo gigante che conferma il suo stato di brillante forma e lo indica fra i giovani più interessanti del panorama nazionale ed internazionale. Stupisce in gara per la ricerca costante della pendenza e per la spavalderia con cui attacca. Sbaglia Hofer, la sua azione non è sempre pulita, ma ugualmente è efficace e scorrevole: un gigantista moderno insomma. Una dedica particolare. «E’ tutta per il mio allenatore Roberto Fontanive che non c’è più. E una delle prime cose che ho pensato quando ho capito di aver vinto a Kirchberg. Per quel che mi riguarda, sto attraversando un periodo fantastico, dalle FIS alla Coppa del Mondo». Il successo di Hofer deve essere un’iniezione di fiducia per chi lotta nei gruppi sportivi o per tutti gli #InossidabiliSenior che nelle gare FIS all’Italia e all’estero sono alla ricerca della resurrezione (sportiva). La vittoria di Hofer è un segnale, perchè dimostra che si può fare, che tutto è possibile. «Non c’è un contingente fisso per la Coppa Europa. Chi spinge da dietro viene preso in considerazione. Hofer è la dimostrazione più lampante che non bisogna darsi per vinti», chiosa Alexander Prosch. E adesso? Per Hofer c’è la Coppa del Mondo a Garmisch. E un ritorno in squadra nazionale praticamente certo. La storia (bellissima) continua e che sia davvero da esempio.

Ultime notizie

La regola dei due terzi ferma Contorni: in Toscana nuove elezioni

La regola dei due terzi di consensi, prevista dallo statuto Fisi per la rielezione...

Salomon abbraccia Roberta Melesi

Salomon accoglie con grande entusiasmo Roberta Melesi, che dopo diversi anni con Dynastar ha...

Odermatt e sci specifici per domare la Saslong. «Nel 2031? In qualche veste sarò in Val Gardena»

Marco Odermatt ha fatto ritorno in Val Gardena, ma questa volta senza sci ai...

Dunnhofer confermato presidente del Comitato FVG

Maurizio Dunnhofer guiderà ancora il Comitato Friuli Venezia Giulia. L'Assemblea elettiva che è riunita...

Altro dal mondo neve

Odermatt e sci specifici per domare la Saslong. «Nel 2031? In qualche veste sarò in Val Gardena»

Marco Odermatt ha fatto ritorno in Val Gardena, ma questa volta senza sci ai...

L’entusiasmo di Collomb: «Sto bene e il gruppo è unito e organizzato»

Giorgia Collomb ha da poco concluso un blocco di lavoro sulla neve al Passo...

Alliod: «Avanti senza pressioni e con la mente libera». Velocisti a Cesenatico tra acrobatica e apnea

Tra bicicletta e sci. Benjamin Alliod è un grande appassionato delle due ruote e...