La decima sinfonia di Lara Gut

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È una Lara Gut decisamente diversa quella che si è presentata oggi in conferenza stampa a Soelden. La Gut è sempre stata una delle sciatrici più loquaci del Circo Bianco, su questo non ci piove, ma al decimo podio, senza frenare quella sua esuberanza, sembra avere acquisito la maturità delle campionesse consumate. È  stata lei stessa a riconoscerlo: «Quando ho vinto a St. Moritz e poi ai Mondiali ero troppo giovane, non ero pronta, mi sembrava di essere io e la mia famiglia e il resto del mondo e nel resto del mondo c’era anche la federazione svizzera». Pensieri profondi, detti che il sorriso in bocca e la giusta diplomazia.

CABALA – Con la vittoria di oggi Lara è entrata nel club del ‘3’, di quelle atlete capaci di vincere in tre discipline. Curiosamente quando ha vinto la prima gara, il superG di St. Moritz nell’ormai lontano 2008, aveva il pettorale uno. Quando ha vinto la prima discesa, l’anno scorso in Val d’Isère, aveva il 2. E oggi… il 3. Qualcuno le ha chiesto se a questo punto non vincerà il primo slalom con il 4. Lo slalom, questa brutta bestia. Lara l’anno scorso aveva deciso di non farlo più. Poi quest’anno a Zermatt ha fatto un po’ di allenamento tra i rapid gates, però non è chiaro se proverà qualche gara, dipenderà da come andrà la stagione… E le premesse perché sia una stagione da ricordare ci sono tutte… «Se vinci a Soelden ti dà morale, ma manca un mese alla prossima gara e questo vale anche se perdi, adesso mi prendo una settimana di vacanza, alla fine della prima manche ero un po’ stanca, nella seconda meglio, ma mi capita spesso a Soelden, devo ancora smaltire il grande lavoro di allenamento». Cosa cambia? «Sono contenta, sono contenta di avere portato un’altra vittoria alla Svizzera e di avere vinto qui dove Albrecht si è imposto proprio quando io ho sciato per la prima volta sul Rettenbach, però la stagione è lunga, bisogna ragionare step by step, ci saranno sicuramente dei giorni che mi vedrete triste e le cose non andranno così bene».

SONO CAMBIATA – Prima di tutto per vincere conta la testa. Poi certo, se non hai talento o non ti sei allenata, però Lara sembra cambiata anche da questo punto di vista: «Per la prima volta sono riuscita a partire pensando a come so sciare e a quanto di buono fatto negli allenamenti. Tina Maze diceva che l’anno scorso tirava nella prima manche e poi amministrava, io però di amministrare non sono proprio capace».

TECNICA E SCI – «Non ero contenta della prima manche, c’era della neve aggressiva, il feeling in gigante però è migliore, l’anno scorso, soprattutto nella seconda manche, tendevo a lasciare andare gli sci». Lara è tornata, dove potrà arrivare?

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