Jansrud-Svindal, il parallelo in Badia parla norvegese

Alta Badia Live – Il format è piaciuto. Sesto Blardone, male Hirscher

Contrariamente alle previsioni anche fino a poche ore fa, siamo arrivati quasi al tutto esaurito al parterre della Gran Risa! Trionfo di pubblico (oltre 10.000 persone), addetti ai lavori contenti, atleti (quasi) tutti soddisfatti (ne parleremo nei prossimi articoli), insomma una grande serata di sci. Quanti l’avrebbero detto? Resta da capire quale sia stata la percezione del telespettatori davanti alla TV. Ma ‘Live’, a parte rare eccezioni, l’esperimento parallelo in Badia con porte da gigante è piaciuto.

TELEVISIONI
– Sicuramente è un format perfetto per le TV, solo 1h10′ di gara, manche veloci, tanto spettacolo. Contenuti tecnici magari rivedibili, anche se la prova di oggi si è rivelata, per parola degli stessi atleti, ben diversa da quanto visto, per esempio, nei City Event cioè negli slalom paralleli: merito di un percorso ‘dritto’, più diretto, con poca curva e di veri e propri salti da discesa, che infatti hanno ‘lanciato’ due velocisti come Jansrud e Svindal, anche se terzo si è piazzato uno slalomista puro bravo anche tra le porte larghe, Myhrer. Migliore azzurro l’immarcescibile Max Blardone, sesto e autore dell’eliminazione di Roberto Nani.

GARA – Ma andiamo con ordine. In Badia ci credono molto nel format di gara odierno, che verrà replicato anche nei prossimi due anni, stesso posto stessa pista. Parte finale della Gran Risa, gigante parallelo con porte più larghe rispetto al City Event (da gigante, appunto) e le due ‘Gobbe di Gatto’ classiche inframmezzate però da un salto che ha reso tutto più complicato. Di fatto, le ultime porte erano praticamente invisibili sotto il dosso e i salti ‘buttavano’ alti e lunghi, cosa a cui gigantisti e slalomisti son poco abituati.

HIRSCHER KO – Tabellone tennistico a 32 atleti, 16 da una parte, 16 dall’altra. Scontri one-to-one fino alla finalissima conclusiva, con una particolarità: sedicesimi di finale al meglio delle due manche, tutti gli altri turni su prova secca. Al cancelletto al via i migliori 16 della WCSL in gigante, più i primi 4 della classifica di Coppa del Mondo più i primi 12 classificati al termine della prima manche del gigante in Badia, al netto ovviamente dei nomi già presenti con i primi due criteri, andando a scalare. Con alcune rinunce, ecco comunque un tabellone da 32 nomi. Pronti via e Tonetti ‘infilza’ Hirscher sulla pista blu (che a quel punto Jansrud non mollerà più, per scelta…), pazzesco, con il pubblico in delirio. Vince la prima manche, poi nella seconda è nettamente dietro, ma Marcel, che sta rischiando tutto, esce passando in mezzo a una porta, ovviamente non consentito dal regolamento. Nani batte Moelgg nella sfida interna, Blardone fa fuori Dopfer, esce subito Neureuther per mano di Caviezel, mentre Eisath perde con Noesig. Due aspetti si notano subito: guardando la pista, il tracciato di sinistra (blu, appunto) è più veloce, e i velocisti si trovano a meraviglia tra i salti. Le teste di serie di ogni singlo turno (cioè gli atleti con pettorale più basso) possono scegliere il tracciato manche dopo manche, e ovviamente tutti sceglieranno il blu.

HAPPY END – Sembra il prologo a una grande serata azzurra, ma non sarà così. Solo Blardone giunge fino ai quarti, facendo fuori in manche ‘secca’ Roberto Nani agli ottavi. Tonetti cede al lanciatissimo Jansrud subito al secondo turno, mentre Svindal fa fuori Richard, a sua volta autore dell’eliminazione di Ligety, spento e fuori forma, al primo turno Agli ottavi cede anche Muffat-Jandet, fresco di terzo posto sulla Gran Risa, contro Myhrer. Quarti, sempre su manche unica: Blardone-Jansrud, Caviezel-Myhrer, Schwaiger-Pinturault, Svindal-Faivre. Jansrud batte nettamente il nostro grande Blardone, che comunque lotta poi come un leone per i piazzamenti dal quinto all’ottavo posto, super Caviezel, cede da Pinturault e chiude ottimo sesto. Nella ‘sua’ Badia (perché vi ha trionfato tre volte in passato). Passano anche Myhrer, Schweiger e Svindal. Semifinali. Jansrud pare imbattibile, infila senza problemi Myhrer e vola all’ultimo atto. Svindal invece soffre di più, ma batte Schwaiger di 0”12. I dossi finali lo aiutano non poco. Finalissima: lotta ‘clandestina’ in casa Norvegia, ma non c’è storia. Jansrud ha trovato un altro format di gara vincente: parte bene, non si fa sorprendere sui salti e stacca Svindal di 0”22. Morale: primo Jansrud, secondo Svindal, Terzo Myhrer, quarto Schweiger, quinto Pinturault, sesto Blardone, primo azzurro.

CLASSIFICA E PROGRAMMA – La gara di questa sera assegnava punti per la classifica standing generale, per la standing di gigante e per la Cup Nations. Niente punti FIS né punti WCSL. Svindal, probabilmente senza nemmeno sperarlo, si prende 80 punti, ne guadagna 77 su Hirscher, finito ventottesimo (3 punti) e lo scavalca in testa alla classifica generale: 600 lunghezze per il norvegese, 543 per l’austriaco, che pure ha gradito la serata per sua stessa ammissione.

Today is the day! #fisalpine launches the new parallel giant slalom. Exciting head-to-head races and lots of action… Posted by FIS Alpine World Cup Tour on Lunedì 21 dicembre 2015

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