Innerhofer ci crede sempre, con la stessa passione dell’inizio

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Un urlo di (quasi) liberazione. Christof Innerhofer sul traguardo della prima discesa della Val Gardena (e della stagione) guarda il tabellone e trova la conferma delle sensazioni in pista. Poco conta il piazzamento finale, l’importante è essere ancora sui tempi dei migliori. «In questi ultimi due anni ho sempre dovuto fare i conti con il quasi obbligo di dover far bene in ogni occasione. Mi sono anche sentito solo, qualcuno pensava che fosse arrivato il momento che mi facessi da parte, invece sono ancora qui. Il motore di tutto resta la passione».

Christof Innerhofer ©Pentaphoto

Sa che non può essere lo stesso di dieci anni fa, ma sa altrettanto bene che finché c’è la motivazione bisogna crederci, forte anche di una crescente serenità mentale. «Chi ha fatto sport riconosce questi valori: il piacere di alzarsi al mattino per fare cento chilometri in bicicletta o per prepararsi per un sessione in palestra o per godersi l’alba prima di un allenamento in ghiacciaio. Sono questi momenti che ti spingono a dare sempre di più nell’andare avanti. E nello sport come nella vita ci sarà sempre qualcuno che avrà sempre un qualcosa più di te, ma sei stai bene con te stesso, in quello che stai facendo, il resto non conta».

Innerhofer con il gruppo lisciatori formato dagli aspiranti maestri del Collegio della Liguria

Nello sci contano i centesimi, conosce bene questa legge, ma l’Inner di oggi ha trovato la giusta dimensione, quell’equilibrio che ti fa godere delle tante ore di training e non te le fa pesare. Non un lavoro, solo una passione. «Quando ero al cancelletto di partenza mi son detto pensa solo a quante ore ti sei allenato per arrivare sin qui; poi il tifo dei lisciatori, come delle persone che continuano a credere in me, mi ha dato quella mezza marcia in più». Ha trovato anche il setup migliore con i materiali, da domani la storia si ripete: magari andrà bene, magari un po’ meno, ma lui si divertirà comunque vada.

Christof Innerhofer ©Pentaphoto

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