Marco Giunti infortunati
Marco Giunti nonostante l'infortunio non ha perso il sorriso (Facebook)

Cambiano gli sci, i raggi, le lunghezze con l’intento di ridurre gli infortuni. Probabilmente però non è così. Dalla Coppa del Mondo, ai circuiti giovanili, senza dimenticare la Coppa Europa. Sono tantissimi gli atleti costretti a fermarsi ai box. Si parla di quasi trenta maschi e una ventina di donne che circolano in Coppa del Mondo, più tutti gli altri. Gambe e ginocchio sono i problemi maggiori, ma attenzione anche alla schiena. Sono aumentati i dolori e sono gli stessi atleti che lo hanno dichiarato più volte, a tutti i livelli. L’ultimo big che si è aggiunto alla lista è Ted Ligety, ma anche nel Gran Premio Italia il fenomeno non sembra tanto diverso.

GPIFederico Vietti si è rotto la tibia a Pila, stagione finita, Viola Zuccarini è già stata operata dopo la rottura del crociato a dicembre. E adesso la lista prosegue. A metà gennaio ha ceduto anche il legamento di Marco Giunti, già operato, poi l’infortunio a Pila, durante le prove veloci, di Dominik Zuech. Il forestale si è rotto il femore ed è stato operato ad Aosta. E poi gli ultimi due ieri, a Sestriere e Sarentino. Sulle nevi altoatesine, dove si sta svolgendo la Coppa Europa, il veneto Edoardo Longo è caduto. Diagnosi ancora incerta, anche se i suoi tecnici parlano di un nuovo crac al ginocchio, di nuovo il legamento. A Sestriere brutte notizie per Alessia Alario, già infortunata lo scorso anno. E’ caduta durante il Gran Premio Italia e dovrà sottoporsi ad ulteriori accertamenti clinici. La FISI AOC parla di un problema al piatto mediale del ginocchio destro.

Infortuni, è cambiato qualcosa? Proprio sul terzo numero stagionale della rivista è stata fatta una inchiesta su questo problema, tornato di grande attualità. Uno speciale di sei pagine da non perdere, con dati e grafici.

1 COMMENTO

  1. Infortuni,è cambiato qualcosa? Se si,in peggio. Ribadisco la mia opinione di appassionato,genitore di atleti,medico. Per quanto riguarda il GS35 forse,e sottolineo il forse,avrebbe potuto ridurre gli infortuni se fosse stato abbinato a tracciature aperte.Ma,paradossalmente,a fronte dell’aumento del raggio abbiamo visto,praticamente a tutti i livelli,stringere le maglie ed aumentare gli angoli delle tracciature.Evidente che uno sci più “dritto” sia più difficile da deformare per percorrere un raggio di curva accentuato.Questo comporta la necessità di una forza superiore al passato ed un ulteriore aumento di difficoltà in fase di svincolo,che crea la classica descrizione dell’infortunio”sci da una parte e ginocchio dall’altra”.Evidente anche che i rischio aumenti specie per atleti meno preparati rispetto ai top e a quelli che comunque provano ad entrare nell’elite. Qui vengono riportati gli infortuni degli atleti di WC,CE e GPI,ma se andiamo a vedere il cospicuo numero di atleti che corrono abitualmente le NJR regionali,gli infortunati aumentano in modo esponenziale. Pare invece che il passaggio al 30 per le donne sia stato meno deleterio,e il motivo potrebbe essere solo fisiologico. Per quanto riguarda la schiena,il maggiore sforzo sopra descritto sul GS comporta un irrigidimento della muscolatura dorsolombare,che si traduce quando va bene in contratture risolvibili con stretching e/o trattamenti massoterapici,ma che spesso si ripercuote sulla colonna con danni che facilmente cronicizzano riacutizzandosi con altrettanta facilità e che possono fermare un atleta anche per parecchio tempo. Responsabile di questi danni è anche lo scietto da slalom,per i microtraumi rapidi e ripetuti cui sottopone la colonna dorso lombare degli atleti. Stazionari,a mio avviso,gli infortuni in velocità,personalmente sono favorevole all’air-bag che mi auguro possa presto arrivare a proteggere anche il collo e la sua pericolosissima iperestensione e/o distorsione.
    Da ultimo permettetemi di fare i migliori auguri a tutti gli atleti infortunati che avete nominato,conoscendone diversi personalmente

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