In ricognizione con Aksel Svindal e Franz Gamper

I segreti della Stelvio di Bormio svelati dall'allenatore della Norvegia

Seconda giornata di prove a Bormio. La Stelvio fa sempre paura, quest’anno ancora di più. Se alcuni passaggi, vedi la diagonale della Carcentina, non appaiono particolarmente mossi, altri tratti che sembravano innocui appaiono oggi davvero cruciali. Dopo un veloce riscaldamento sulla Praimont, a fianco della partenza, iniziamo la ricognizione con Aksel Lund Svindal e il suo coach, l’altoatesino Franz Gamper. “A Bormio siamo venuti solo con Aksel, per gli altri del gruppo invece allenamento in Norvegia di gigante e slalom”, chiosa Gamper. Pochi ma buoni, sembra la filosofia del team scandinavo. Attento, scrupoloso come non mai, Aksel rivisita più di una volta tutti i passaggi. Come ieri si è fermato anche questa mattina parecchio tempo nelle curve di Fontana Lunga e all’ingresso della traversa della Carcentina. Gamper spiegava le linee più redditizie, mentre Aksel di tanto in tanto si fermava ad occhi chiusi a ripassare il tracciato. “I punti di lettura sono tre per vincere domani. Ci sono le curve dove parte il superG, ossia le paraboliche all’altezza della Fontana Lunga. Sono da condurre e da rimanere sempre aderenti alla neve limitando attriti inutili e sbavature. Poi ecco la Carcentina, dove è importante azzeccare la linea più veloce. Quindi si entra al Ciuk e poi il salto di San Pietro, che seppur spettacolare non rappresenta un tratto particolarmente difficile. Si atterrà sulla piana di San Pietro e poi ecco il muro finale dove sono state disegnate diverse curve. Questo il punto davvero più impegnativo. Aksel sa che qui ci si gioca la vittoria. Le gambe bruciano ed inoltre in questo passaggio ci si mette anche il ghiaccio vivo. Si, sono le picchiate finali di Coston e Feleit i punti cruciali”. Finisce la ricognizione, ma oggi fa troppo freddo per girare ancora sulla pista di allenamento. Gamper e Svindal si rifugiano al Valle Chiara. E’ necessario ricaricare le batterie…
 

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