Immenso Domme

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Paris, un campione insaziabile, forse invincibile, sicuramente umile

Non dico che potremmo chiuderla qui, ma poco ci manca. Cosa chiedere di più? Già, ci sono i Giochi Olimpici di Sochi, e allora possiamo affermare che il sogno continua. E si, perchè il sogno ormai si è materializzato in ogni sua forma. Il sogno, che è una bellissima realtà, ha un nome e un cognome: si chiama Dominik Paris, ha ventiquattro anni, viene dalla sconosciutissima e lontanissima Val d’Ultimo, e in poco tempo ha fatto vedere al mondo cosa è capace di fare. Dopo le ‘perle’ di Bormio e Kitzbuehel e l’argento iridato di Schladming, pronti via arriva il trionfo di Lake Louise.

DISCESISTA COMPLETO – Paris è immenso per tanti, troppi motivi. E’ forte ovunque, dappertutto. Facile dire che va solo sui piani, semplice osservare che è maestro nel far correre lo sci sui curvoni a velocità elevate. Questo possente liberista altoatesino è abile anche nei tratti più insidiosi, nelle asperità, su tutti i tipi di neve. La verità è una sola: è un discesista completo e si distingue su ogni terreno. Non ha innanzitutto in testa la paranoia italiana, la scusa pronta tipo «ma la neve è molle oggi…», non cerca scuse, lui attacca e basta. E non poteva essere altrimenti. Ma ricordate la sua storia? Sembra ieri con quella giacca del Comitato Alto Adige primeggiare sui podi di Coppa Europa, così disinvolto, schietto, semplice. Convocato quasi per caso, sul podio invece a pieno titolo. Ha bruciato le tappe, come d’altronde fanno i fuoriclasse. ‘Parigi’ è talmente consapevole, ma allo stesso tempo umile, che appena si rende conto del trionfo canadese ci dice: «Sono il numero uno, il più forte, il più veloce. Ma lo sono oggi, io voglio esserlo sempre, tutto l’anno. Quindi me la godo, ma guardo avanti». Capito il ragazzo?

VIVE LA VELOCITA’ – Classe e umiltà, così caro Domme andrai lontano. ‘Parigi’ stupisce, per dirla con Claudio Ravetto, «perchè sembra che a 140 chilometri orari ti possa raccontare del più e del meno talmente è a suo agio con la velocità». Domme vive nella velocità, ci abita, sa addomesticarla. Non fa una piega quando è a tutta. Esulta nella finish area canadese: «In prova non ero velocissimo, in gara mi sono superato. Voglio continuare a crescere, le Olimpiadi sono il grande obiettivo stagionale e non devo abbassare la guardia».

DONO PER LO SCI ITALIANO
– Domme è immenso perchè è un cannibale, è insaziabile, è indomabile. Forse invincibile. Domme è un dono per lo sci italiano, ma il nostro mondo non la ha ancora capito, non lo ha ancora pubblicizzato a dovere, non lo ha ancora capitalizzato. Ma sapete perchè Domme è immenso? Perchè per lui lo sci è importante, ma non è tutto, non è la vita. Ha perso il fratello Renè in primavera, ma non fa alcun riferimento o dedica, perchè non vuole assolutizzare tutto con una gara di sci, seppur sublime. Quella cosa è sua. E forse è questo approccio relativista dell’esistenza che fa di Domme un campione.

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