Il ‘nervosismo entusiastico’ di Mikaela

Pubblicato il:

C’è qualcosa di incredibile nel vedere un plotone di telecamere e di giornalisti (con ampia presenza dei più grandi network statunitensi) tutti schierati e pronti a ‘impallinare’ una diciottenne che risponde con il piglio e la sicurezza di una veterana consumata. Mikaela Shiffrin è così, riesce sempre a stupirti. Nella ‘Pasternak Room’ del Gorki Media Center la ‘teen-ager dei rapid gates’ ha incontrato poco fa i media presenti nel ‘cluster mountain’, con collegamento video con il Main Media Center di Adler Sochi.

QUALCOSA E’ CAMBIATO – Sembrano passati anni luce dalle prime dichiarazioni in Coppa del Mondo, ma anche dalle conferenze di Schladming. Mikaela si è presentata con un’aria più da ‘sciura’, i capelli sciolti, il sorriso sulla bocca. Un portamento da star, con uno staff sempre attento, a partire dal solerte e molto professionale addetto stampa dello US Ski Team, Doug Haney e dal manager Kilian Albrecht. Mancava la madre che è la sua ombra ed è stata decisiva nel metterla a suo agio nelle lunghe trasferte. «Mio padre e mia madre arrivano oggi, mio fratello è al college» ha detto la Shiffrin. Lei è arrivata ieri verso le 18 ed è stata subito portata in albergo.

LA PREPARAZIONE OLIMPICA – «È la mia prima Olimpiade ma mi sono preparata mentalmente e fisicamente, ho fatto un lavoro sulla testa, per capire quali sono gli errori che posso fare, non credo che ci si possa preparare troppo ma che si possa commettere l’errore di pensare troppo, è quello che mi è successo in alcune gare. È la mia prima Olimpiade ma potrebbe essere la mia millesima». La pressione dei media statunitensi è forte e la si respira nell’aria. «Sì, a volte sono un po’ nervosa ma fino al cancelletto, poi do tutto, cerco di sciare bene ed essere veloce, ma va bene, è un nervosismo entusiastico».

IN ITALIA – «Dopo Kranjska Gora mi sono allenata in Germania e in Italia, con tanta neve fresca ma molto umida, credo che le condizioni possano avvicinarsi a quello che incontrerò qui». E poi esce la frase che vorresti sentire dire sempre ma che dicono solo i veri campioni: «Comunque non voglio che sia una scusa, se andrò male sarà perché avrò sbagliato qualcosa e se andrò bene perché avrò sciato bene». Parole come macigni.

LA PISTA DI GARA – «Sono stata qui una settimana a fine stagione l’anno scorso, abbiamo fatto 3 giorni di gigante e 3 di slalom, la pista dello slalom mi piace, è bella perché completa, ha tutto, il piano, il muro, mette tutti nelle stesse condizioni, non credo di essere più forte o avvantaggiata rispetto alle mie avversarie principali, partiamo alla pari e ce la giochiamo». Quando il gioco si fa duro…

Ultime notizie

Azzurri davanti sulla Stelvio

Le prove sono prove e sappiamo tutti che contano fino a un certo punto....

A Bormio la seconda prova. Casse completa il contingente? Si ferma Moeller

Sulla Stelvio la seconda prova cronometrata. A Bormio sabato la discesa olimpica e saranno...

Forte nevicata a Cortina: subito cancellata la prima prova della discesa femminile

Il programma olimpico femminile parte subito in salita. Ieri la prima nevicata a Cortina...

Il professor Tencone su Vonn: «Esistono casi in cui gonfiore e dolore sono assenti. Dipende dalla tipologia di distorsione»

Il ginocchio di Lindsey Vonn ha fatto crac. Lo ha precisato subito la campionessa...

Altro dal mondo neve

Nagano 1998. Deborah Compagnoni, oro infinito. Il terzo di una leggendaria carriera

Agento nel sole, oro nella bufera. Magari cantando sotto la pioggia, come amava fare...

Deborah Compagnoni, lampo azzurro ad Albertville 1992. Gioia in superG prima delle lacrime

In Savoia, nel febbraio del 1992, per il suo esordio olimpico, Deborah Compagnoni, 21...

Calgary 1988, sei centesimi per fermare il Festival di Sanremo. Tomba e il bis in slalom

Una data iconica, il 27 febbraio. Anche e soprattutto per due campioni emiliani provenienti...