Il magic moment di Quim. Per la soddisfazione dei tecnici azzurri che lavorano in Spagna

Pubblicato il:

Un traguardo storico per lo sci spagnolo (e stiamo ovviamente parlando del settore maschile, visto che le ragazze spagnole hanno ottenuto risultati di tutt’altro spessore): per trovare un atleta iberico così in alto in Coppa del Mondo bisogna risalire agli anni Ottanta con Luis Fernández Ochoa. Ci è riuscito Joaquim Salarich che, dopo il quindicesimo posto nello slalom di Val d’Isère, si è ripetuto – ancora quindicesimo – anche a Madonna di Campiglio.

Quim come lo chiamano in squadra ha già ventisette anni, è catalano di Malla, nella regione di Barcellona, e sino a questa stagione non era mai riuscito a completare una gara in Coppa del Mondo. Ma in squadra ha trovato il sostegno di tanti tecnici azzurri, anche se da questa stagione un po’ più sparpagliati nelle varie squadre. In primis Corrado Momo che ormai da sei anni è con la federazione spagnola e oggi segue direttamente proprio il gruppo degli slalomisti, insieme a Stefano Pellin, skiman proprio di Quim. Ma nello staff ci sono anche Samuele Cadei, adesso sui gigantisti, Adam Peraudo impegnato con i discesisti e Matteo Ferrara che segue invece i gruppi di Coppa Europa.

«Meno male – ci spiega Corrado – se lo merita perché si è sempre impegnato molto in questi anni. Poteva sicuramente arrivarci prima, perché in allenamento è sempre velocissimo, soprattutto nei piani, ma poi in gara è un po’ troppo emotivo. Abbiamo lavorato sul ripido, lui ha trovato maggiore stabilità e sicurezza mentale e adesso ha ottenuto due ottimi risultati. E ti dico di più, a Val d’Isère nella seconda non è sceso per arrivare, ed anche a Campiglio ha fatto quello che doveva fare». 

Per arrivare in Coppa del Mondo ha dovuto passare una sorta di selezione interna. «Abbiamo solo un posto – continua Corrado – il cambio quota per noi scatterà dal 10 gennaio e sinora ho dovuto fare sempre una scelta tra lui e Juan del Campo. Juan aveva già fatto una qualifica a Schladming nel 2019, ma nella seconda manche era caduto, era arrivato in fondo, è rimasto in classifica, ma per un secondo non aveva fatto punti Fis. Così siamo sempre stati costretti ad alternare. Forse Juan aveva più carte in regola rispetto a Quim, anche se è al rientro da un infortunio, ma alla fine ha scelto Quim che mi sembrava più veloce negli ultimi training. Resta il fatto che fare selezione nelle piccole squadre pesa parecchio».

Un piccola squadra, ma in Spagna c’è fermento. «Sì – conclude Corrado – ci sono tanti appassionati e mi hanno detto che proprio dopo i risultati di Quim c’è stato un incremento nelle prenotazioni nelle stazioni sciistiche spagnole». E aggiungiamo, ciliegina sulla torta, si sta anche lavorando per una candidatura di Barcellona e dei Pirenei per i Giochi Olimpici del 2030. 

Ultime notizie

Federica Brignone in pista a Plateau Rosa. Jet azzurri tra Cervinia e Stelvio

Le partenze verso il Sudamerica si avvicinano e, diversi azzurri dei gruppi di Coppa...

Gabriele Dedone è il nuovo presidente di Fisi Liguria

Cambio al vertice dello sci ligure. Michele Torini, presidente uscente e in carica dal...

La regola dei due terzi ferma Contorni: in Toscana nuove elezioni

La regola dei due terzi di consensi, prevista dallo statuto Fisi per la rielezione...

Salomon abbraccia Roberta Melesi

Salomon accoglie con grande entusiasmo Roberta Melesi, che dopo diversi anni con Dynastar ha...

Altro dal mondo neve

Federica Brignone in pista a Plateau Rosa. Jet azzurri tra Cervinia e Stelvio

Le partenze verso il Sudamerica si avvicinano e, diversi azzurri dei gruppi di Coppa...

Odermatt e sci specifici per domare la Saslong. «Nel 2031? In qualche veste sarò in Val Gardena»

Marco Odermatt ha fatto ritorno in Val Gardena, ma questa volta senza sci ai...

L’entusiasmo di Collomb: «Sto bene e il gruppo è unito e organizzato»

Giorgia Collomb ha da poco concluso un blocco di lavoro sulla neve al Passo...