Il Gruppo Rossignol a quota 27 milioni

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Ventisette milioni. È di poco inferiore a questa cifra il fatturato di Rossignol Sci srl, filiale Italiana del Gruppo Rossignol, dell’anno fiscale che si chiuderà il prossimo 31 marzo. Un valore in costante crescita con dati previsionali per il prossimo anno fiscale di 32 milioni: 18,5 milioni dalla vendita all’ingrosso di attrezzatura sciistica, 6,5 milioni dalla vendita all’ingrosso di abbigliamento e 7 milioni da quella al dettaglio nei sette Pro-Shop italiani e nei due outlet. Una filiale, quella italiana, strategica nei piani del Gruppo con sede nei pressi di Grenoble perché l’Italia è uno dei Paesi europei più importanti per fatturato della multinazionale francese. Eppure non è sempre stato così. La filiale italiana, nella quale lavorano 60 persone divise tra gli uffici amministrativi di Formigliana (VC), quelli retail ed e-commerce di Milano e i negozi a gestione diretta, nell’esercizio 2012 fatturava solo 7,5 milioni, sommando tutti i marchi controllati: Rossignol, Dynastar, Lange e Kerma. La quota di mercato di scie e scarponi stimata è arrivata al 22%, anche questo un valore in crescita, all’interno di un mercato che si è contratto.

Alessio Meda

«Abbiamo costruito il nostro successo grazie a un team molto forte, ognuno nelle sue aree di competenza, perché prima del prodotto, c’è l’uomo, c’è lo spirito di squadra: ognuno ha saputo sacrificarsi anche per gli altri e abbiamo remato tutti nella stessa direzione, anche chi era meno motivato da un singolo progetto» dice Alessio Meda, dal 2006 in azienda, dal 2009 CFO della filiale italiana, della quale ha preso le redini nel 2012.
Nella squadra italiana, insieme a Meda, c’è un gruppo di manager motivati che hanno contribuito a questa crescita: Marco Torello Viera, direttore commerciale winter sport equipment; Marie Armand, direttore commerciale apparel; Alberto Dal Pin, direttore finanziario; Matteo Galli, retail manager Europa; Simone Mancini, marketing manager italia; Enrico Dolci, responsabile logistica italia e servizio post vendita.

Un esempio di management, quello della filiale italiana, con alcune scente innovative per un mercato abbastanza tradizionale come quello dell’attrezzatura invernale. A partire concessionari racing, una selezione di negozi (una trentina in Italia) con il migliore assortimento di attrezzatura da gara, un’idea nata osservando l’organizzazione della rete vendita nel mondo automobilistico. ll progetto “Ripresa sci” prevede il recupero di sci e scarponi al termine del ciclo di vita del noleggio per sostituirli con una uguale quantità di prodotti nuovi: così gli sci non vengono gettati in discarica, ma smaltiti in siti appositi e sfruttati per la produzione di energia; allo stesso tempo, con questa operazione vengono aiutati i negozianti, che possono rinnovare il parco sci noleggio e migliorare l’esperienza dei consumatori sulla neve. O ancora idee innovative che strizzano l’occhio al futuro dello sci, come il “Tag & Ride” un nuovo metodo di noleggio, con l’applicazione sullo sci di un microchip che permette di registrare ed elaborare tutti i passaggi in pista e fatturare al negoziante solo l’uso effettivo, offrendo anche al cliente il valore aggiunto di avere report ed analisi registrati sullo sci durante l’attività. 

Il concetto di Pro Shop – i negozi a gestione diretta – è nato nel 2010 con l’apertura del punto vendita di Formigliana (VC), e ha dato il via alla prima rete di negozi multimarca Rossignol al mondo, un concept che ha poi trovato posto nella strategia di sviluppo della casa madre. Oggi i Pro Shop sono sette: oltre a Formigliana, Montebelluna, Roma, Verona, Brescia, Udine, Cervinia. La distribuzione è al centro della strategia della filiale. Il concetto cardine è quello di «costruire rapporti solidi con i nostri partner, che sono partner non solo nei momenti belli, ma anche in quelli difficili» dice Meda. «La forza della filiale italiana negli ultimi anni, non facili per il settore, è stata quella di creare le condizioni per aumentare i margini dei negozianti specializzati, in un settore dove notoriamente non sono alti» conferma Paolo Cerutti, agente Dynastar-Lange per la Lombardia. Un mix che, insieme alla forza di un marchio nato nel 1907 e sinonimo di sport invernali, ha permesso una crescita costante in questi ultimi dieci anni. Cento di questi anni. 

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