Il grande giorno di Christof Innerhofer

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Vince la discesa di Bormio

Christof Innerhofer sbanca la Stelvio. Partito con il numero 1, Inner ha fatto la differenza nel tratto finale. Un abisso con gli altri. Solo l’austriaco Klaus Kroell lo ha impensierito fra i primi, arrivando a trentadue centesimi, un’inezia su una pista in cui i distacchi sono stati abissali, vista la difficoltà del pendio e del fondo nevoso. Sul gradino più basso un altro austriaco: Michael Walchhofer, già vincitore sul pendio bormino. Innerhofer ha dimostrato una sicurezza ed una determinazione impressionante: è partito deciso nel primo tratto ripido che immetteva nel salto de La Rocca, è stato velocissimo nel canalino Sertorelli, ha pennellato con estrema precisione i curvoni all’altezza di Fontana Longa e la terribile diagonale della Carcentina. Ma la vittoria il pusterese l’ha firmata nel piano finale. Lo dicevano i tecnici: è quello il tratto chiave in quanto è difficile rimanere concentrati perchè ci si arriva sfibrati e stanchi. Inner però è sceso come un gatto: morbido e  deciso dopo la piana di San Pietro nelle curve che immettevano sul muro finale nei passaggi del Coston e Feleit. Werner Heel, ad esempio, che tra i primi a partire aveva staccato il secondo tempo momentaneo, poi sesto alla fine, prende otto decimi nel finale da Christof. Con il numero 46 partiva un atleta che ha fatto tremare Innerhofer: stiamo parlando di Bode Miller, che è stato retrocesso in quanto ieri non si è presentato (pretattica?) all’estrazione pubblica dei pettorali. Nel tratto iniziale e nelle curve dopo il canalino Sertorelli, dove parte il superG, è stato il più veloce: tuttavia dopo la Carcentina ha dovuto fare i conti con Innerhofer, che in basso è stato davvero impressionante. Bode infatti appare più stanco e addirittura compie un paio di sbavature che lo relegano in quarta piazza. E gli altri altri azzurri? Peter Fill finisce diciottesimo,  Stefan Thanei ventunesimo e Patrick Staudacher ventiquattresimo. E’ caduto Matteo Marsaglia. Una botta al tallone ma niente di più, peccato perchè poteva entrare nei venti. Nella finish area le prime dichiarazioni di Innerhofer: “Oggi è il mio giorno. Adoro questa pista così ghiacciata, sono stato pefetto nel  finale. Sapevo che potevo far bene, il difficile mi esalta”. Quella di Inner è la prima vittoria italiana sulla Stelvio. Nel 1996 terzo Kristian Ghedina e due anni fa Peter Fill secondo.

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