Un passo dietro l’altro, per ritrovare la condizione. Sofia Goggia pensa giorno per giorno, questa volta sa che non deve recuperare da un infortunio, ma da due virus che l’hanno destabilizzata. E la cosa cambia. Perché quando di mezzo c’è una frattura, bene o male i tempi di recupero si conoscono, quando vieni colpito da altro si naviga a vista, tra le incertezze.
La bergamasca ieri ha partecipato all’Atomic Media Day, consueto kick-off di inizio stagione che è tornato a “casa”, nella sede di Altenmarkt, dopo alcuni anni appena fuori Salisburgo. Oggi invece ha sfilato all’Armani Theatre, nel tradizionale appuntamento con la stampa della Fisi.
«Rispetto a un mese fa mi sento molto più me stessa – ha raccontato –. Durante la mia carriera sono sempre stata abituata a dover recuperare dagli infortuni, rispettando i tempi biologici di guarigione. Questi due virus mi hanno colpita proprio a livello del sistema nervoso, provocandomi sintomi completamente diversi: ho perso lucidità e coordinazione e ho avuto tremori e dolori inenarrabili».

La rinuncia al gigante di Sölden era già quasi scontata, questa mattina lo ha confermato lei stessa. Impossibile farsi trovare al cancelletto di partenza, meglio guarire e provare a partire per gli Stati Uniti. «Devo lavorare per recuperare quella lucidità mentale che mi è mancata in quest’ultimo periodo – aggiunge -. Un passo alla volta, spero di riuscire a partire con le mie compagne per l’allenamento a Copper Mountain, perché sarebbe davvero importante».
C’è tutto il tempo per ritornare e ritornare a performare, soprattutto in ottica Mondiali di Crans-Montana. Ma per il momento Sofia Goggia non ci vuole pensare. «Forse per la prima volta non mi sono ancora posta degli obiettivi per la stagione – conclude – La priorità, adesso, è stare meglio, ritrovare lucidità e coordinazione e tornare a sentirmi come mi sono sempre sentita fino alla fine di giugno. Solo dopo potrò tornare a pensare allo sci».
Ieri in Austria ha ritrovato l’ex skiman Barnaba Greppi. Sul palco dell’Atomic Media Day “Babi”, che l’ha seguita fino allo scorso anno, è stato premiato dall’azienda. Un bel momento, per ringraziare un professionista che per tanti anni ha girato il palcoscenico più prestigioso.

Ad Altenmarkt la solita parata di stelle. Presenti anche Mikaela Shiffrin, Lucas Pinheiro Braathen, Manuel Feller, Marco Schwarz, Raphael Haaser, Zrinka Ljutic, Alex Vinatzer, Tanguy Nef, Nicol Delago, Fabio Gstrein, Franziska Gritsch e Malorie Blanc.
«In questa squadra c’è l’intera gamma dello sci – afferma Christian Höflehner, Global Race Manager Alpine di Atomic – Da un lato Mikaela, che ha vinto più gare di Coppa del Mondo di chiunque altro prima di lei, dall’altro una giovane generazione come Zrinka o Malorie, che sta appena iniziando a scrivere la propria storia. Il nostro compito è fare in modo che nessuno di loro debba preoccuparsi dell’attrezzatura al momento della partenza. Dopo un’estate intensa siamo ben preparati. Ma Sölden è ogni anno il primo vero test».
E allora sguardo su un Rettenbach ormai quasi pronto per l’avvio della stagione, per certo però senza Sofia Goggia e Federica Brignone.



