Gli azzurrini sulla Stelvio

Apripista in Coppa del Mondo

Il termometro della casetta della partenza questa mattina prima della ricognizione segnava -12°. Nella notte la temperatura si è abbassata repentinamente in Alta Valtellina, così la pista Stelvio si presentava tirata a lucido. Dopo il riscaldamento sulla Praimont, dalle 9.15 la prima ispezione del tracciato. In ricognizione all’altezza della terribile diagonale della Carcentina con Giuseppe Zeni. Le copiose nevicate delle ultime settimane hanno nascosto diverse gibbosità del pendio. Tuttavia alcuni passaggi rimangono davvero impegnativi. La traversa della Carcentina, se non particolarmente mossa, è stata comunque barrata. Gli atleti passano uno ad uno. Ecco il nutrito contingente del Pianeta Giovani-Ratiopharm. Il "Beppo" spiega le linee, le traiettorie che alla prima visione sembrano più reditizie. Vedi negli occhi la faccia di chi per la prima volta saggia un pendio così impegnativo. Gianluca Rulfi, appostato nello schuss finale affermerà: “Hanno fatto fatica, ma attaccare la Stelvio non è certo una passeggiata. A tratti poi si vedeva male, soprattutto dopo la piana di San Pietro. C’era buio, e gli sci sbattevano parecchio”. In più il finale della Stelvio si presentava davvero ghiacciato. Claudio Ravetto ha voluto che in otto partecipassero alle prove come apripista: “Devono farsi le ossa in discesa e poi questa pista ha un elevato tasso tecnico, il massimo per un allenamento in discesa, anche perché in questo periodo con le località piene di turisti è difficile chiudere un tracciato per la velocità e metterlo in sicurezza. E poi non c’è palcoscenico migliore per assaporare l’atmosfera della Coppa del Mondo. E’ venuto il momento di accelerare il loro ingresso nella massima serie”. Presenti Andy Plank, Raphael Runggaldier, Riccardo Tonetti, Mattia Casse, Andrea Ravelli, Luca De Aliprandini, Dominik Paris e Julian Giacomelli, che ha perso uno sci in Carcentina ma senza conseguenze.

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