Domani la prima discesa in Gardena. Paris: «Ho lavorato tanto anche al video. Sarà una lotta contro Kilde»

Ci siamo, domani in programma la prima discesa in Val Gardena. Come l’anno scorso, la gara si svolgerà in formato sprint, su un percorso ridotto con la partenza situata presso la partenza del superG a quota 2.010 metri. La gara sarà aperta alle 11.45 dal canadese Alexander Cameron, Marco Odermatt, avrà il pettorale numero 6, seguito da Florian Schieder con il 7. Aleksander Aamodt Kilde affronterà la prima discesa di questa settimana di gare con il pettorale 10, quindi Mattia Casse, il tedesco Romed Baumann, Dominik Paris e il canadese James Crawford. Vincent Kriechmayr, che l’anno scorso ha vinto la discesa libera accorciata, indosserà il pettorale 15. Sarà interessante anche vedere come si comporterà Jared Goldberg, il più veloce nell’unica prova cronometrata: lo statunitense sarà il ventesimo a lasciare il cancelletto di partenza. Christof Innerhofer 29, Guglielmo Bosca 42, Pietro Zazzi 49, Nicolò Molteni 52 e con il 56 Benjamin Alliod completano la formazione azzurra agli ordini di Max Carca e Lorenzo Galli.

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Ma ecco gli azzurri alla vigilia in merito all’unica prova cronometrata effettuata. Partiamo da Dominik Paris: »Non è male, ho trovato una neve diversa dal solito, ho avuto buone sensazioni. I salti sono alti e divertenti, ho provato a essere aggressivo nella zona del lago, ma ho capito che devo cambiare tattica. Devo fare meglio al Ciaslat, lì ho perso le linee e di conseguenza tempo. Mi concentrerò al video per capire come meglio comportarmi. Kilde su questa pista è sempre forte, qui non ha vinto per caso tre volte in discesa, quest’anno può essere interessante perchè con queste condizioni di neve, anche altri possono fare bene».

Interviene Mattia Casse: «Come al solito vado forte e poi ogni tanto mi spengo, l’entrata al Ciaslat come l’anno scorso è stata buona, poi un errore forse dovuto al riporto di neve in pista mi ha rallentato. Il manto è buono, speriamo di iniziare bene la stagione, qua tutti hanno il coltello in mezzo ai denti, bisogna attrezzarsi e andare avanti».

Chiude Florian Schieder: «Si può fare sicuramente fare meglio. Per me la curva del Lago in entrata al Ciaslat è spesso un rebus, sbaglio quasi sempre come affrontarla. Devo studiarla bene, l’anno scorso l’ho fatto ed il risultato si è visto. E’ un tracciato divertente, speriamo che il meteo regga e allora ci possiamo divertire»,

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