Giorgio Rocca e la crisi in slalom: «Un problema di mentalità, speriamo in Pini»

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Ha compiuto cinquanta primavere qualche giorno fa Giorgio Rocca. L’ex campione azzurro vincitore della Coppa del Mondo di slalom 2006, undici successi nella massima serie con il record della cinquina fra le porte strette e tre medaglie iridate, adesso si divide fra mille attività sulla neve e non fra eventi, rassegne, iniziative. Sempre sul pezzo, sempre a tutta Rocca. Una seconda carriera ricca ancora di soddisfazioni per il livignasco classe ’75, a cui è sfuggita una medaglia a Torino 2006 poco prima di ritirarsi. E a proposito di Giochi, ecco a febbraio Milano Cortina 2026, un’occasione per gli italiani di mettersi in mostra in particolare per il settore maschile che stenta a far bene, eccetto qualche piccola parentesi e leggenda Paris ovviamente.

Giorgio Rocca con la Coppa del Mondo di slalom 2006

Giorgione si sofferma sulla sua specialità, lo slalom, che sta vivendo un periodo difficile e ora cerca di risollevarsi: «Manca un gruppo che ottenga piazzamenti importanti. Speriamo nella guida dello svizzero Mauro Pini che possa far cambiare le cose, il ticinese non deve farsi tuttavia influenzare e andare avanti per la sua strada con le sue scelte. A mio giudizio il problema è di mentalità, di approccio, di convinzione. Mi pare che gli atleti si accontentino subito senza poi aver fatto granché in termini di risultati. Forse non ci sono ragazzi che trainano, ai miei tempi era differente. Mi viene in mente Moelgg, ma ci sarebbero anche altri nomi ovviamente, un atleta che anche in allenamento faceva gara alzando sempre l’intensità e le motivazioni».

Giorgio Rocca
Giorgio Rocca

«La mia squadra e quella fino a due-tre stagioni fa, avevano all’interno atleti che su podio ci salivano abbastanza con regolarità, adesso è cambiato tutto. I team privati possono essere una soluzione? Per me no, io non ho mai pensato a questa soluzione. Forse è anche giusta per alcune situazioni, ma parlo di Goggia e Brignone dove hanno già dimostrato di vincere con continuità. Ci saranno problemi tecnici, non discuto, ma una mentalità volta a sentirsi subito appagati anche per un risultato piccolo a mio giudizio può essere la problematica. Speriamo che quest’anno ci possa essere un cambio di rotta, le Olimpiadi in casa sono una occasione straordinaria per la squadra di slalom e di tutte le altre specialità. L’estate e l’autunno saranno fondamentali per affinarsi…forza ragazzi, io faccio il tifo per voi».

 

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