Gigante Tina, la Maze si mette al collo il secondo oro

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Tina bis, che Olimpiade! Dopo un avvio di stagione decisamente no, è venuta fuori la campionessa vera, quella che arriva a Sochi e fa due medaglie d’oro pesantissime: prima la discesa e poi il gigante. Gara tiratissima nonostante il buon vantaggio della prima manche. La Maze si è imposta nella nebbia-neve-acqua di Rosa Khutor con un vantaggio finale di 7 centesimi su una altrettanto strepitosa Fenninger che, dopo l’oro del superG, ha rischiato di fare il bis. Terza una Viktoria Rebensburg che torna sul podio dopo l’oro di Vancouver (+ 0.27).

UN LEGNO CHE FA MALISSIMO – Quarta Nadia Fanchini, a soli 11 centesimi dal podio, un risultato che fa male, malissimo perché la camuna era terza dopo la prima manche e invece conquista l’ennesima medaglia di legno di questa spedizione, nella manche tracciata da Livio Magoni. Denise Karbon è andata in testa coda, abbandonando così la rassegna olimpica, l’unica che ha sfruttato la tracciatura del tecnico azzurro è stata Francesca Marsaglia, sedicesima e in recupero di dieci posizioni.

TOP TEN – Quinta Mikaela Shiffrin (USA, + 0.50), sesta Maria Pietilae-Holmner (SWE, + 0.95), settima Jessica Lindell-Vikarby (+ 1-15), ottava Anemone Marmottan (FRA, + 1.61), nona Lara Gut (SUI, + 1.77), decima Dominique Gisin (SUI, + 2.71).

CHE CAMPIONESSA – Chapeau per Tina Maze, una che nelle grandi occasioni dà sempre il massimo. Dopo il quarto posto della supercombinata altre si sarebbero abbattute mentre la slovena ha trasformato la sua Olimpiade… e manca ancora lo slalom. Argento a Schladming e Val d’Isère, oro a Garmisch, argento a Vancouver, sul podio dei giganti che contano Tina c’è sempre. Con il senno di poi il cambio di allenatore in corsa si è rivelato vicente. E anche noi di Race festeggiamo con il nostro collaboratore Mauro Pini.

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