Gigante femminile: coraggio e piste barrate. Shiffrin saggia, Holdener l’ha battuta in… allenamento

Se vogliamo stendere una classifica delle diverse discipline femminili, il gigante vincerebbe con distacco “alla Shiffrin“. E’ decisamente la disciplina più in salute, sia tecnicamente che attitudinalmente anche se, è chiaro, non possiamo pretendere lo spettacolo che garantiscono Pinturault o Hirscher.

PORTE LARGHE – Le ragazze hanno dato un bell’esempio di quanto sanno fare su una pista perfettamente preparata, al Sestriere. Attitudine in modus “Race Competition” con annessi e connessi, con gesti tecnici appropriati e molte ragazze pronte a “fare la gara”. Questo anche grazie agli stimoli di Sofia Goggia che come un uragano è entrata nel gotha della disciplina presentando una sciata veramente efficace e tecnicamente interessante che le permette di alzare il livello del tanto richiesto rischio. Già, cosa intendiamo per rischio? È quanto ammettono gli atleti – meglio uscire con un buon sentimento che arrivare al traguardo con una mazzata – oppure è qualcosa d’altro tipo quanto hanno mostrato le migliori come Lara, Sofia, Tessa al Sestrière? Io ho sempre creduto nelle capacità delle ragazze di alzare l’asticella che gli allenatori richiedono giornalmente, ma sono anche cosciente che solamente in date condizioni le ragazze possono garantirlo. Qualcuna la frecciatina alla FIS l’ha lanciata, appoggio pienamente il pensiero di ritornare ad utilizzare le barrature per preparare le piste (che non vuol dire ghiaccio puro). Probabilmente dovremo avere ancora un po’ pazienza, ma su piste sempre barrate le ragazze saprebbero migliorare le loro capacità tecniche e mentali, e oltremodo tutte avrebbero le stesse opportunità.

Tessa Worley (@Zoom agence)
Tessa Worley (@Zoom agence)

TECNICA – Bellissima la sciata di Tessa Worley, solida, continua nei movimenti e precisa, da vera campiona. Bella la sciata di Sofia, sempre in contatto con la neve, lo sci sempre attivato che le ha permesso grandi inclinazioni. Brava Lara, che anche se per sua stessa ammissione, non ha sciato al meglio, ma come sua consuetudine ha portato in pista almeno la parte “rischio” che fa parte del suo DNA. Tornando all’attitudine “rischio”: naturalmente le ragazze necessitano una crescita a 360°, fisico in primis, tecnico e quindi mentale. Finché il tasso tecnico è quello presentato nelle altre discipline difficilmente riusciranno a regalare il tanto atteso “spettacolo” che a casa il tifoso si attende. Ma… se il buongiorno lo si vede dal mattino, ecco: sia benvenuta la bagarre che sta nascendo in gigante.

SCELTA – Shiffrin annuncia che non si presenterà in Val d’Isère, mi sembra una decisione coraggiosa e saggia. Non vedo perché debba andare a tutti i costi in velocità se i segnali del corpo indicano che è meglio rallentare un attimo. Un ”gioiello” simile, tanto è duro tanto è fragile! Un piccolo aneddoto: Mikaela è dall’anno scorso, con più di 100 giorni di allenamento pre-stagionale (ripartito su 2 stagioni) che non perdeva una prova di slalom contro altre atlete, oltre 800 prove sempre vinte! È successo settimana scorsa contro Holdener, quindi ecco che un ulteriore allarme è scattato e la decisione di non presentarsi in Francia deriva anche da questo segnale esterno che indica che forse è meglio, per il momento, restare concentrata su quanto di buono riesce a fare.

Mikaela Shiffrin ©Agence Zoom
Mikaela Shiffrin ©Agence Zoom

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