Finalmente Verena

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La Stuffer è quarta nel superG di Cortina e si qualifica per Sochi

E’ salita sull’ultimo treno, ha preso l’ultima corsa. Si è presentata in battaglia ad inizio inverno sapendo che poteva essere l’ultima dopo tanti combattimenti, ma con esiti non esaltanti come avrebbe voluto, tranne qualche eccezione. E’ stata un’estate dura per Verena Stuffer. Forse non glielo hanno detto espressamente ma devono averglielo fatto capire. Verena sapeva che doveva partire forte già dalle prime gare, dare un segnale, dimostrare  finalmente valore e soprattutto di meritarsi la squadra azzurra.

INVERNO POSITIVO E REGOLARE– Così è stato. Dalla trasferta nordamericana sempre in crescita. Prima a ridosso delle dieci, poi ieri nelle dieci, ora a 7 centesimi dal podio. E adesso la qualifica certa per Sochi. Un caso simile per certi versi a quello di Patrick Thaler. Con una gamba in squadra e l’altra a casa, con la condizione di essere appesa ad un filo. Verena è riuscita a riemergere, a uscire se non da un tunnel buio pesto, ma almeno da un budello stretto e con poca luce si. Ora invece la luce risplende su questa gardenese di trent’anni che difende i colori della Forestale, sperando che questo bel piazzamento sia il primo di una lunga serie.

«CERCAVO CONTINUITA’ ED E’ ARRIVATA
» – Eccola la gardenese di Santa Cristina: «Finalmente un grande risultato e soprattutto una stagione regolare. La continuità è quella che cercavo, è arrivata. Negli ultimi anni mi sentivo bene ma mi mancavano quei risultati che ti fanno sbloccare. Ora avanti così e andiamo a Sochi. Sarà la prima Olimpiade, la motivazione è altissima. Una dedica per questo quarto posto? A papà Bernardo che mi segue sempre».

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