Federica Brignone, è un grande trionfo a Lienz

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Festa azzurra a Lienz, anzi trionfo di Federica Brignone. La seconda manche, come la prima: una lotta sul filo dei centesimi, una lotta di lamine e nervi, con una pista tutta in ombra, con un tracciato che gira molto di più. Federica parte forte, gli sci sbattono nella parte centrale, ma il suo finale è da favola. Si trova a suo agio nella parte più ripida dalla Schlossberg e chiude con 19 centesimi sulla Rebensburg e 20 sulla Shiffrin: la tedesca, leader della prima manche si ferma al secondo posto a 4 centesimi, la statunitense è terza a 8. Ai piedi del podio la francese Worley a 26, quinta l’austriaca Brunner a 33. «Posso fare meglio nella seconda» ha detto dopo la prima, meglio di così. Una sciata perfetta, sempre sopra lo sci, sempre tirando le curve alla grande. Courchevel, quello che è successo in autunno, ormai è un ricordo: in Austria suona l’inno di Mameli per Fede.

LE PRIME PAROLE DI FEDERICA – «Non me l’aspettavo: nella prima non ho avuto bellissime sensazioni, non sono riuscita a fare velocità come volevo. Nella seconda sapevo che non si vedeva nulla, che gli sci avrebbero sbattuto: alla fine mi son detta buttati giù e basta. Una vittoria bellissima perché inattesa: anche per quello mi sono un po’ commossa. Un successo dopo tanti sacrifici: la lista dei ringraziamenti è lunghissima, dal dottori ai fisioterapisti, ai coach che mi hanno sempre spronato e aspettato».

LE AZZURRE – Pasticcia Sofia Goggia, che non trova mai il giusto ritmo e finisce solo sedicesima. Sbaglia invece Marta Bassino che si ferma a metà. Resta nelle quindici sono Manuela Moelgg, venticinquesina Irene Curtoni.

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