È polemica sui paralleli: atleti contro FIS. Pinturault: «Pedine e non attori di uno sport. Fis, quando ci ascoltate?»

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Ieri lo sport “giocato” è passato in secondo piano. Purtroppo, ancora una volta, a prendersi tutta la scena sono stati tanti infortuni, in uno sport già molto traumatico. A Garmisch su una pista di pattinaggio, davvero difficile per le ragazze, ne hanno fatto le spese Sofia Goggia e Viktoria Rebensburg, ma per capire che cos’hanno vissuto le atlete in quel minuto e venti è bastato vedere il loro sguardo e la loro espressione al traguardo. A Chamonix si sono fermati Simon Maurberger e Stefan Brennsteiner (ginocchio), ma si sono assistite a tante uscite e rischi. Giovanni Borsotti è caduto e oltre al problema alla tibia che già aveva si è ritrovato con il ginocchio gonfio e un sacco di ghiaccio dopo la gara. Per fortuna è andata bene a Ford e Tumler, protagonisti di un incrocio che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime. 

Il rischiosissimo incrocio tra Ford e Tumler

La formula non è cambiata rispetto all’Alta Badia eppure ieri nel parterre di Chamonix si è scatenata la rivolta. Ci sono un po’ di però a Chamonix, oltre a una logistica un po’ così, raffazzonata. Pista un po’ stretta, traguardo corto per frenate sprint. E poi avete notato la differenza tra la pista blu e quella rossa? Prima che Pinturault esplodesse, ci ha pensato sua moglie che dalla zona mista si è rivolta a una persona conosciuta al di là del parterre gridando: «Non c’è un ragazzo che riesce a passare il turno sulla pista rossa». Ieri sera lo ha sostenuto anche Jacques Theolier su Facebook: «Oggi avevamo la squadra più forte dopo la qualifica, dopo peccato perché abbiamo estratto il rosso e lì era impossibile vincere regolarmente». 

Grandissime critiche sono però state mosse dagli atleti. Oltre a Luca De Aliprandini, con cui abbiamo parlato in zona mista, il francese Alexis Pinturault è sbottato sui social. «Oggi ho la rabbia – scrive -, ho l’impressione che noi atleti siamo presi come pedine di uno spettacolo e non come attori di uno sport. Da quando la fortuna prende il sopravvento sulla performance? E vogliamo parlarne della pericolosità del format? Ma soprattutto Fis quando sarà presa in considerazione la parola degli atleti?». Un tweet rilanciato anche da Kilian Albrecht che in fondo chiude con un «svegliati» riferito alla Fis. Presto si sono scatenate le reazioni, anche degli atleti. Daniel Yule scrive: «Lanciamo un boicottaggio?» e Pintu risponde: «Dobbiamo discuterne seriamente» e poi fa da portavoce condividendo stories di Hadalin («21° nella gara casino va tutto bene, è stata una bella lotta») e di Justin Murisier («Non mi sono qualificato, ma è strano dire che sono semplicemente contento di essere un pezzo intero dopo questo evento. Questo è il futuro del nostro sport?». 

Insomma da sempre si nascondono polemiche dietro questi format, ma questa volta gli atleti hanno fatto davvero rumore. Basterà per farsi sentire dalla Fis?

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