Grande risultato della ventenne azzurra, seconda alle spalle della Maze

Abbiamo dovuto aspettare fino alle 15, ma la seconda manche del gigante femminile di Garmisch è stata davvero uno spettacolo. Tutta d’un fiato, con le migliori che si sono date battaglia su una pista difficile, rovinata, trattata con il solfato, con angoli chiusi e traiettorie di curva profonde, soprattutto in alto, disegnate da Stefano Costazza per dare una spinta in più alle nostre atlete. Rimonta rabbiosa per Tessa Worley, diciannovesima nella prima manche a oltre due secondi dalla Maze: la giovane transalpina ha massacrato la concorrenza nella seconda, risalendo posizioni su posizioni, fino alla medaglia di bronzo finale. Ci hanno provato tutte a scalzarla, quella che ci è arrivata più vicina è stata Denise Karbon, rediviva, sembrava la sciatrice di due anni fa. Un errore nell’ultimo tratto le è quasi sicuramente costato quei 24 centesimi che la dividono dalla Worley e dalla medaglia di bronzo. Ci è però riuscita Federica Brignone: la più giovane della pattuglia azzurra non ha per nulla sofferto la seconda posizione parziale, è uscita dal cancelletto all’arrembaggio e si è presa anche più rischi di quanto fosse utile. Nonostante questo ha scalzato la Worley dal vertice della classifica. Solo la Maze è riuscita a starle davanti: la slovena è partita fortissimo, ha raddoppiato il vantaggio, poi via via ha iniziato a perdere rispetto a Federica e ha tagliato il traguardo con soli nove centesimi di vantaggio. Qualche metro in più e le sarebbe finita alle spalle. Un altro argento per l’Italia, sarà ancora festa grande a Chalet Italia, un po’ di rammarico per il quarto posto di Denise e per il sesto di Manuela Moelgg, anche lei davvero vicina al podio. Ma per questo c’è ancora tempo sabato nella gara di slalom. A breve il servizio dei nostri inviati a Garmisch Partenkirchen.