Carlo Beretta, the end: «E’ stata una bella avventura»

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Carlo Beretta ha detto basta. Lascia l’attività agonistica, chiude con le gare. A Prato Nevoso nel gigante FIS l’ultimo atto per il lecchese di Ello. Classe ’92, è stato tre anni in squadra nazionale e poi negli ultimi due inverni ha difeso i colori dell’Esercito e quest’anno quelli del Circolo Sciatori Madesimo, il club con cui ha fatto i primi passi sugli sci. Un ragazzo a cui vogliono bene in tanti nell’ambiente della neve, un tipo posato, ma allo stesso tempo determinato e grintoso. Ha gareggiato nel circuito della Coppa Europa ed ha girato il mondo con gli sci, in ultimo le esperienze fra Australia e Nuova Zelanda e anche in Giappone. «Già, ho fatto tante esperienze attraverso questo sport, a saperlo prima, avrei iniziato già qualche anno fa a gareggiare in giro per il pianeta. E’ anche questo il bello dello sport…». Carlo, appassionato anche di fotografia e ciclismo, parla della sua carriera (una partecipazione ad un Mondiale Junior e due bronzi tricolori Giovani in superG), della sua favola.

TANTI GRAZIE – Ancora Carlo: «E’ stata una bella avventura. Ho conosciuto tanti ragazzi, con cui sono rimasto amico. Impossibile fare i nomi di tutti. Certo, quelli che hanno trascorso gli anni del Comitato Alpi Centrali come Stefano Baruffaldi ed Ivan Codega…ma anche Henri Battilani, Alessandro Brean…insomma, mi mancherà il fatto di vivere lo sci con loro come ho fatto in questi infiniti inverni, in tante battaglie, in innumerevoli trasferte». Beretta, uno con la testa sulle spalle e critico quando è necessario, parla di uno sport, lo sci, definito «troppo vecchio e soprattutto venduto male nel nostro paese. Ma è la fine di tutti gli sport purtroppo, eccezion fatta per il calcio». Beretta, che adesso concluderà il corso maestri di sci, ha un ringraziamento speciale da fare: «A Davide Perdoncelli, il mio allenatore, la persona che ha condiviso sogni, vittorie e sconfitte. Il coach che mi ha cresciuto ed accompagnato a raggiungere il traguardo della squadra azzurra. Grazie».

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