Bryce Bennett, è qui la festa

Poche aspettative, se non pari a zero. In prova aveva chiuso 41° e 22°, lontano anche dai compagni di squadra. Per questo alla premiazione Bryce Bennett fa un casino incredibile, ma già dopo aver tagliato il traguardo sapeva di aver fatto un garone, urlando come un forsennato. Vincere magari no, perché lui aveva il pettorale 10 e i pretendenti al successo erano ancora su, al cancelletto di partenza, ma una bella prestazione, quella sì. Invece il suo 2’02.42 è rimasto inviolato. Soprattutto dopo che Kilde era uscito, sempre in luce verde sul suo tempo sino a quel punto. Gli altri man mano scendono (anche Paris e Feuz erano stati più veloci di Bennett nella parte alta) e lui rimane sul trono del vincitore.

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Incredible, incredible. Non ci crede, ma sapeva anche di aver fatto un garone perché la Saslong la conosce e qui ha raccolto due dei sui tre migliori piazzamenti in Coppa del Mondo, quarto (ah, il terzo quarto posto l’ha ottenuto a Bormio…). L’adora, si sente a suo agio soprattutto al Ciaslat, magari per una sorta di amarcord di quando da ragazzo assecondava dossi e salti con la sua bmx. From Tahoe City, California alla Val Gardena. Un luogo che negli States evidentemente apprezzano.
Ah, vi ricordate le tre vittorie di Steve Nyman nel 2006, 2012, 2014 (e anche oggi lo statunitense era in gara a 39 anni, andando ancora a punti, 23°): al suo fianco a curare gli sci c’era un certo Leo Mussi che ben conosciamo. Lo stesso che adesso cura anche i Fischer di Bennett. Coincidenze?

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