La gioia di Federica Brignone. Dopo il traguardo era incredula, ha semplicemente guardato il tabellone con la speranza di vedere la luce verde, del tempo non gliene fregava nulla. Così è stato, si è messa le mani sul volto e ha detto: «guarda, guarda, guarda cos’ho combinato, non ci credevo neanche io, anzi forse neanche ora ho realizzato». Tra la prima e la seconda discesa Brignone ha ripensato a quel maledetto 2011, quando sul Rettenbach scivolò dopo la leadership provvisoria. «Ho rivisto più volte quelle immagini, ma sono maturata, ho pensato a sciare forte e parlato con le mie compagne come ho sempre fatto».

GLI ALLENAMENTI – Brignone quest’anno è stata seguita per la parte atletica, quando era a casa, da Federico Colli. Lavori massacranti, ritmi elevati. «Mi ha dato una grossa mano, è stata dura, qualche volta quasi da vomitare». Poi sulla neve con la squadra nazionale e, quando libera, con il papà Daniele che le ha permesso di dare continuità al lavoro. «Con mio padre ho fatto un ottimo lavoro, non è stata la chiave, ma ha comunque contribuito a tutto questo».

TECNICI – «Abbiamo una squadra eccezionale. Gianluca è di poche parole, ma di quelle giuste. E’ tranquillo e non mette tensione, anche oggi prima della seconda manche. Anche Angelo Weiss è bravo, anche se ho lavorato ancora poco sullo slalom».

SUPERG E SLALOM? – «Cercherò di portare avanti le tre discipline, anche se non c’è tanto tempo. Adesso vediamo come evolve la situazione, comunque per superG e slalom vedremo a gennaio».

IL FUTURO – «Ho vinto una sola gara, la prima della stagione. Le altre non stanno certo a guardare, osserveranno la mia sciata e cercheranno di limare gli errori. Io farò lo stesso, proverò a migliorare ancora».