Attenzione a Giovanni Franzoni. Il 2001 recente vincitore della discesa dell’Hahnekamm-Rennen è pronto a dare tutto sabato nell’appuntamento per antonomasia della stagione. Sulla Stelvio di Bormio c’è la discesa olimpica ed oggi nella prima prova il giovanotto di Manerba del Garda, che si è imposto anche nel superG del Lauberhorn-Rennen, ha chiuso secondo. Gio fa sapere al termine della prima prova: «Ero un pò stanco i giorni di Crans Montana, adesso credo di aver recuperato al meglio. La Stelvio è un pendio che mi piace enormemente, anche se non era così dura la neve oggi nella prima sessione. Ci sta, ha nevicato sopra diverse ore prima. Aspetto il ghiaccio sabato, sarebbe fantastico».

Uno che di Stelvio se ne intende è il plurivincitore Dominik Paris quinto dopo la prova: «Sono carico, mi sento pronto. Hanno lavorato in pista, il manto cambia di pezzo in pezzo. Ma c’è ancora tempo prima che sia pronta effettivamente per sabato». Manca quella medaglia a leggenda Domme, per poi essere davvero completo. Sembrano loro i più in palla dei nostri dopo la prima prova. Domani ci sarà la seconda sessione cronometrata con al via anche Florian Schieder, che ha il posto sicuro, quindi Mattia Casse e Christof Innerhofer che in teoria sono in selezione.
Non è stata scontata la disputa della prova oggi. Quasi 200 uomini hanno lavorato alla vigilia dalle 7 del mattino fino alle 22 in maniera incessante. Coordinati da Omar Galli, Matteo Marsaglia e Maurilio Alessi davvero un meticoloso lavoro in pista per ripulire la Stelvio dalla neve caduta. E questa mattina, quando ancora era buio, tutti sulla Stelvio per completare il lavoro. A parte gli uomini più stretti ed esperti, c’era anche una nutrita rappresentanza di maestri di sci e personale valtellinese e quindi anche i ragazzi aspiranti del corso maestri di Lombardia e Abruzzo. I primi agli ordini di Umberto Simoncelli, i secondi di Alfonso Trilli. Ecco l’istruttore nazionale di Roccaraso: «Davvero una esperienza fantastica per questi ragazzi che sono in procinto di diventare professionisti della neve. E poi l’atmosfera olimpica è unica, sulle nevi italiane ancora maggiormente».





