Milano 2018, Bologna 2014: in mezzo quattro anni e numeri completamente diversi. La prima considerazione riguarda il numero dei votanti: ieri a Milano c’è stato un 6% in meno di aventi diritto rispetto a quattro anni fa e dal 70,16% di Bologna si è passati al 64,43%. I numeri che prendono letteralmente il volo sono quelli del presidente Flavio Roda perché in quattro anni è riuscito ad aumentare il suo consenso. A Bologna con tre candidati (Pietro Marocco e Manuela Di Centa) prese 57279 voti al primo turno, andato di poco sopra la maggioranza assoluta, posta a 47923 voti, questa volta a Milano con quattro candidati (Paniz, Ravetto, Vismara) ha raccolto 73495 preferenze, pari al 79,10%. Il 55% dei voti, indispensabile per passare al primo turno e per essere confermato per il terzo mandato, è stato superato senza alcun tipo di problema con 16216 voti in più rispetto al 2014.

I CONSIGLIERI – Quattro anni fa il consigliere più votato fu Alberto Beretta con 43302 preferenze, l’ultimo consigliere laico eletto fu invece Alberto Piccin con 25865. Anche questa soglia dopo quattro anni si è alzata: Pietro Marocco, il candidato consigliere più votato, ha preso 49651 voti, con Alfons Thoma ultimo ammesso con 35413. In poche parole sono serviti quasi 10 mila voti in più rispetto al passato per superare lo sbarramento.