'Blardo', la festa per il trionfo

Pubblicato il:

Live – «Dedico il successo a Simona, presto sarò papà»

Non ha vinto, ha dominato. Non ci credeva nessuno alla vigilia. Alzi la mano chi pensa il contrario. L’ossolano ha annichilito tutti: non solo gli avversari, ma le tante malelingue del settore e non solo. La festa ‘a caldo’ del ‘Blardo’ si materializza ancora una volta al Ladinia. Atto terzo, prima nel 2005, poi nel 2009 e adesso per la terza volta. Si brinda, si festeggia. È uno sfogo, oltre che una festa. Ci sono quelli del Fan Club, ci sono i genitori con in prima fila papà Elio, c’è l’amata Simona che partorirà ad aprile, ci sono gli allenatori di una volta e di oggi, ovvero Simone Del Dio, Alexander Prosch, Max Carca, Flavio Roda. C’è anche Alberto Tomba. E poi i tifosi che irrompono al Ladinia per le foto di rito, per un bicchiere con il trionfatore, per un autografo. Massimiliano ora è un uomo libero, anche se ci tiene a precisare: «Tutti i grandi atleti possono avere dei momento difficili. Io in carriera prima di questo successo ho vinto cinque volte e fatto 20 podi, non potevo scomparire nel nulla, dovevo mettere a punto diverse cose tecniche». In conferenza stampa parla a ruota libera, e ogni tanto volge lo sguardo verso Simona: «È tutta per lei questa vittoria, diventerò papà…». Un nuovo Max? «Sono sempre il solito, è normale che a volte mi possa arrabbiare dopo un brutto risultato. Io vengo da una famiglia umile, devo andare forte sempre e non posso permettermi di perdere del tempo». Guarda Simona, ma guarda anche i genitori Elio e Antonietta, e un piccolo gruppo del suo fan club che lo ha seguito fino alla sala stampa nel confronto con i giornalisti, Fabrizio Del Piero, Egidio Allesina e ‘Mariolino’ Cerutti. «Non nascondo che l’anno scorso è stato terribile. Questa stagione anche se non avevo raccolto nulla in termini di risultati, stavo progredendo. Proprio nel secondo gigante di Beaver Creek e nella rifinitura fatta in Val Passiria mi sentivo sempre meglio. Con gli anni ho capito cosa va e cosa no. A video con i tecnici ho lavorato molto. È inutile, la mia sciata non può essere quella di un Ligety, ovvero carvate e pieghe, ho lavorato sulla centralità, sulla stabilità, sulla pulizia delle linee. Per questo nella prima manche volevo ridurre il distacco dai primi visto la tracciatura, poi nella seconda ho capito che potevo vincere. Così è stato. Quando smetto? Nel 2014, ma quasi quasi nel 2018. Ho ancora vogliadi vincere».

Ultime notizie

Giovanni Ceccarelli sceglie la Nuova Zelanda ed è terzo a Treble Cone

Pietro Seletto ha scelto il Sudamerica, Giovanni Ceccarelli la Nuova Zelanda. I due grandi...

Gare, allenamenti ed eventi: Fisi, Bardonecchia e Vialattea vicini a un protocollo d’intesa

Sestriere torna al centro dei progetti della FISI per lo sviluppo dell’attività agonistica. L’obiettivo...

La squadra C al Passo dello Stelvio

Sei atleti della squadra C maschile sono stati convocati per lo stage in programma...

L’Italia verso il Sudamerica: Franzoni il primo azzurro a volare

Ultime ore d’estate per molti atleti della Coppa del Mondo, ormai prossimi a salire...

Altro dal mondo neve

L’Italia verso il Sudamerica: Franzoni il primo azzurro a volare

Ultime ore d’estate per molti atleti della Coppa del Mondo, ormai prossimi a salire...

Gut-Behrami lo scorso ottobre: «I social? Oggi bisogna piacere a tutti. In Coppa si va per vincere, ora vedo giovani appagati»

Era fine ottobre, la vigilia di una nuova stagione di Coppa del Mondo. L'ultima...

Grazie Lara! Gut-Behrami si ritira: un finale di carriera amaro

Lara Gut-Behrami ha annunciato il ritiro dall'attività agonistica, mettendo fine a una carriera straordinaria...