Henri Battilani

Quando ti trovi fuori squadra e devi dividerti tra palestra, pista, skiroom e viaggi spesso in autonomia, non è semplice mantenere la concentrazione e la voglia di continuare. Serve precisione, professionalità e passione, serve aver ancora quella voglia di dimostrare che quella squadra nazionale la vali ancora. Henri Battilani ci è riuscito, tirando una stoccata pesante a Sarentino. Primo podio della carriera in Coppa Europa, arrivato nel momento della svolta, nel momento più importante di un’altra stagione che non era iniziata con il piede giusto. Per lui che doveva dimostrato tanto. Boom, secondo nel circuito continentale, dopo un’estate trascorsa con l’Esercito, con lo sci club Aosta e facendo principalmente gigante. Allenarsi in velocità è difficile, se non hai il supporto della squadra tutto diventa più complicato. Sì è messo lì, d’impegno, incastrando giornate di lavoro, sudando per ritornare in alto. Si è affidato a Piero Cassius per la preparazione atletica, si è fatto spesso coccolare dalle sue piste di Pila, ha cercato di farsi aiutare in skiroom, anche se tante volte lui stesso si è messo a limare, sciolinare e spazzolare i suoi sci. Mathieu Boldrini – ad Åre per testare materiali Toko – ha fatto la parte dell’amico che si è anche messo a disposizione per lavorare sci, guidare una macchina. «Sono contento di questo risultato – dice -. Serviva per il morale: sono competitivo, ma la stagione non è ancora finita». Battilani, fuori dalla squadra nazionale, si è costruito un team che lo ha fatto rinascere. Prima di spolverare le mazze da golf, c’è tempo, prima ci sono ancora due mesi a testa bassa, per fare un altro passo avanti. 

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