Assemblea Fisi: votazioni in corso

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Al Lingotto di Torino oltre il 70% degli aventi diritto di voto

Atto finale per la prima presidenza Morzenti alla Fisi. Il salone congressi del Lingotto Fiere di Torino ha aperto i battenti questa mattina alle 10.30 per l’assemblea federale che eleggerà il nuovo consiglio direttivo. I lavori, come facilmente prevedibile, sono iniziati con un sensibile ritardo di circa un’ora, quando finalmente Morzenti ha preso parola davanti alla platea per il suo discorso di commiato. Di dubbio gusto, a parer nostro, l’inno nazionale con tutti in piedi e il presidente a intonare le parole di ‘Fratelli d’Italia’ a microfono aperto, ma sono aspetti folcloristici che fanno parte del gioco. «Ci congediamo convinti di aver fatto il nostro dovere» è stata la sua ultima dichiarazione, dopo aver chiamato sul palco tutti i componenti del consiglio federale, compresi i ‘dissidenti’ Ghilardi, Guidi, Senoner e Bazzoni. Davanti a lui i rappresentanti del 75% delle società aventi diritto di voto: 367 presenti ‘in proprio’, 659 per delega, per un numero complessivo di 1026 su 1371. Alle ore 12 la presidenza dell’assemblea è passata a Luca Pancalli, numero uno del comitato paralimpico, che ha preso così la direzione dei lavori. Subito dopo sono iniziati i discorsi dei candidati: i due aspiranti alla presidenza sono saliti sul palco in ordine di sorteggio, prima Morzenti, poi Ghilardi. Qualcuno potrà pensare che possa essere un segno del destino, ma l’impressione nei corridoi del Lingotto è che la consultazione elettorale sia alquanto incerta. Gianni Morzenti ha arringato la folla da par suo, con piglio deciso e tono di voce ben deciso. «Dopo tre anni in federazione sappiamo cosa si deve fare, ma abbiamo soprattutto imparato cosa non si deve fare» è stato il suo attacco, quasi a voler dire: signori, abbiamo imparato dai nostri errori e d’ora in avanti faremo meglio. Poi ha ‘sciorinato’ i suoi punti forti: l’avvenuto risanamento del bilancio, la riorganizzazione strutturale e strategica, il grande impegno a risollevare la Fisi da uno stato di grave decadenza. «Quando mi sono presentato alle precedenti elezioni probabilmente ero sotto ‘anestesia’. Non so se lo rifarei di nuovo di fronte alla situazione che mi si presentava. A volte, però, l’incoscienza aiuta a vincere le sfide più impegnative». Il suo auspicio è stato quello di una continuità gestionale e amministrativa. «Certo che ora il lavoro risulta ben più agevole e si possono intravedere interessanti prospettive. Al di là di tutto è questa l’eredità che mi fa piacere lasciare dopo il mio mandato di presidenza». Dopo di lui Carmelo Ghilardi. Tutto un altro incedere, tutta un’altra presenza scenica. Ma soprattutto grande emozione nel presentarsi davanti alla platea. Idee chiare, però. «Non sono un uomo nuovo, da trent’anni lavoro con passione per la Fisi. Però sono un uomo con una visione diversa della federazione». Dopo un impaccio iniziale, Carmelo ha ritrovato un po’ di verve, soprattutto dopo un forte applauso dei suoi sostenitori che gli ha fornito ossigeno. E via via ha esposto i punti cardine del programma della sua Fisi ‘partecipata e aperta’. Alla fine del tempo previsto per il suo discorso, era quasi un fiume in piena di idee e progetti (anche se molto teorici, ci è parso) e c’è voluto l’intervento di Pancalli per chiudere il suo discorso. «Votatemi e soprattutto votate tutta la mia squadra. Credo che questo gruppo vincerà e farà grandi cose per la federazione». Applauso, ancora un applauso: i suoi sostenitori, che poi sono anche i dissidenti rispetto alla vecchia gestione, si sono fatti sentire forte in sala. A ruota sono iniziati i discorsi dei candidati consiglieri: sono in 28 ad aver chiesto parola. Al termine, attorno alle ore 14, si è iniziato a votare. Lo spoglio verrà fatto in serata: i funzionari Fisi ‘stimano’ l’annuncio del nuovo direttivo attorno alle 22 questa sera.

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