Nicol Delago ©Pentaphoto

L’Italia intera attendeva la stoccata di Sofia Goggia, invece niente medaglie per l’Italia. La migliore è Nicol Delago, sesta. La frase «ai Mondiali contano le medaglie» è fatta, ma il sesto posto dell’altoatesina, alla sua prima presenza mondiale, ha valore e non può e non deve essere criticato. «Certo, quando sei qui sogni sempre una medaglia – spiega -. Ho dato tutto, ma dovevo stare ancora più chiusa: quando mi apro lo faccio in maniera troppo plateale, qui contano i particolari perché siamo tutte vicine».

Nicol non ha perso il sorriso, anche se quei 13/100 che la separano da una medaglia (e dalla Vonn) sono davvero pochi. Vive ogni giorno a mille, accetta quello che questo sport le regala. «Davanti ci sono le migliori, non si può che imparare da loro -. Oggi non vedevo l’ora di scendere, a me piace fare discesa e così in partenza ho sempre voglia di partire e gareggiare». 

Poi ripensa alla sua gara e ai passaggi in cui avrebbe potuto rischiare quel qualcosina in più. E poi analizza la discesa accorciata. «È un peccato, avrei preferito fare la discesa dall’alto, ma non siamo noi a decidere: noi ci dobbiamo adattare. Stesso discorso sulle condizioni, dobbiamo solo concentrarci sulla nostra gara».

Stasera a medal plaza ci sarà anche lei. Lì, in mondovisione e sul palco delle «big», come le ha chiamate la gardenese. Salirà sul palco, riceverà il suo premio e si farà stringere la mano dalla neo campionessa del mondo Ilka Stuhec, ma soprattutto dalla regina: Lindsey Vonn. Per una Vonn che si ritira, c’è una Delago che cresce rapidamente. E che è già salita sul podio nella sua Val Gardena.

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