Federico Brunelli, lo skiman di Sofia Goggia, è nella fila di skiroom posta di fianco al traguardo. Numero 87, un pezzo di nastro con scritto Bruno. «È tranquilla e serena» dice riferendosi a Sofi, mentre lui sta preparando gli sci da gara. Sofi che alle 11,30 ha incontrato la stampa italiana, lontana dai riflettori e dal media center, direttamente nelle casette dove alloggia la nazionale italiana. Arriva, si siede in tutta comodità e mostra una tranquillità pazzesca. E con la solita pacatezza e lucidità affronta ogni sorta di argomento. «Perché poi – dice – è vero che domani si corre la discesa dei Campionati Mondiali, ma alla fine fa poi parte di un percorso fatto di mille gare, mille gioie, mille sconfitte e peronetti…». Insomma, non sente la gara, non solo perché al collo ha già un argento, ma perché Sofia è così: rilassata e concentrata sul suo prossimo obiettivo. La discesa libera di domani.

Prima della gara? Lei pensa a riordinare la stanza: «Perché mia mamma dice che il caos fuori rispecchia il caos che ho dentro». 

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