Sofia Goggia ©Pentaphoto

È tranquilla e serena, consapevole di avere ancora una prova, di avere già una medaglia al collo e di essere competitiva. Sofia Goggia esce dal traguardo in tutta serenità e con la sua semplicità. «Ha portato bene il numero 3 – dice -. Ero in palestra ma ho comunque visto la gara di Domme: è stato bravissimo perché c’era poca visibilità e le difficoltà erano notevoli: ha fatto un capolavoro». Quel numero 3 che accomuna l’argento di Sofia e l’oro di Domme (entrambi con quel pettorale), due medaglie nelle prime due giornate di gara. «Cosa volete di più in due giorni: beh forse a questo punto i due centesimi in meno del mio superG» aggiunge facendosi una risata.

Sulla sua prova odierna, la vice-campionessa iridata di superG, dice: «Partenza abbassata, velocità ridotta, poi anche le linee che avevo in testa erano sfalsate». Un salto non dei migliori, ma lei non se ne preoccupa più di tanto. «Mi hanno detto che si saltava, in realtà non era così, l’ho preparato per nulla – aggiunge – Oggi ho anche provato un paio di sci nuovo, ora un giorno di riposo: ho bisogno di staccare fisicamente e mentalmente. È vero che ho fatto medaglia, ma le vibrazioni si sentono e io continuo con la mia progressione».

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