Il podio del team event ©Pentaphoto

L’Italia ci ha regalato una bella favola. Dire che partivamo per una medaglia, non era credibile. Sperare in una squadra nuova e giovane, era lecito. Alex Vinatzer, Simon Maurberger e Lara Della Mea hanno dimostrato di avere certi valori che mescolati all’esperienza di Riccardo Tonetti, Marta Bassino (in partenza come riserve) e Irene Curtoni, ci avrebbe potuto regalare gioie e sorprese. Che sono arrivate nel tardo pomeriggio svedese, sotto i riflettori di Åre. Tanta grinta, anche di una Irene Curtoni rimasta ferma molto per la sua schiena. Un pezzo di storia è stata riscritta: l’Italia conquista la sua prima medaglia iridata in questo format che non ci aveva mai visto tra i protagonisti. Oggi sì, gli azzurri hanno attaccato fin dalla prima run e vinto, se vogliamo anche facilmente i primi turni. Si volta pagina, per una combinata che sta per andare in pensione, c’è un team event che piace e che ci ha regalato la prima soddisfazione.

«Grazie amici, mi avete regalato una bella medaglia» dice Riccardo Tonetti che ieri è stato di legno nella combinata. E che a fine gara aveva detto: «Sarò in squadra, ma lascio strada ai giovani, farò supporto e da riserva». Quei giovani che oggi hanno lottato come fosse una Fis, in mezzo ai segni di una neve poco compatta. Quei giovani che hanno esordito a un Mondiale, come Lara Della Mea e Alex Vinatzer. Ma applausi a scena aperta anche a Irene Curtoni, che all’età di 33 anni si è presa la prima medaglia iridata. E poi c’è Simon Maurberger che partecipò già al gigante di Sankt Moritz. «Sono contentissimo della medaglia, devo ancora realizzare quello che è successo, secondo me lo farò nei prossimi giorni. Ci abbiamo creduto fino all’ultimo e ci abbiamo messo sempre l’anima. È una giornata indimenticabile».

L’Italia più volte è stata criticata per aver sottovalutato questa disciplina, anche da noi. Questa volta è stato fatto un capolavoro, sorprendente e inatteso, inutile girarci intorno. «Ci abbiamo messo tanta grinta, non pensavamo di farcela, è stata tutto molto bello – dice Vinatzer -. Quando ho visto che la Germania è stata squalificata quasi quasi non ci credevamo, peccato per loro ma noi abbiamo meritato questa medaglia».

Lara Della Mea ha scritto un capitolo di storia anche per il suo Friuli-Venezia Giulia. È la prima atleta dello sci alpino friulano a salire sul podio di un campionato del mondo. Una predestinata, era solo questione di tempo, perché fin da piccola ha dimostrato di valere risultati di un certo peso. Incredula, emozionata, un nuovo mondo.

«Non riesco tanto a capacitarmi di quello che siamo riusciti a compiere, sono felice di avere attaccato senza pensare a nulla – racconta -. Sono emozioni bellissime, felice per come ho sciato oggi, sono riuscita a rendere sempre, con l’eccezione di una manche in semifinale».

La Baby Italia, oggi è grande. 

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