Alberto Senigagliesi ©Agence Zoom

Alberto Senigagliesi è stato confermato come direttore tecnico dell’Équipe de France femminile. Il tecnico valsusino è a casa, in famiglia, «Ma non abbiamo lavorato così intensamente come in questo periodo – ci spiega Fox – ogni giorno in pratica dovevamo cambiare il programma; sono andato un paio di volte in Francia, ma il grosso lo abbiamo fatto anche noi tutto da casa. Adesso cambierà qualcosa, visto che in Francia solo da lunedì 11 maggio c’è stata l’apertura per l’attività fisica e noi a fine mese, credo dal 24, avremo la possibilità di sfruttare il centro federale di Albertville, dove ci sono anche tanti spazi all’aperto per la preparazione. Questo in fondo è un periodo aerobico con tanta corsa e bici. In questi giorni avremo il protocollo definitivo su come muoverci».

Sulla neve?
«Anche negli anni scorsi abbiamo iniziato a giugno sul Pisaillas e credo che faremo così anche adesso. Poi avremo Les Deux Alpes e Tignes: cercheremo di sfruttare i ghiacciai francesi il più possibile come stanno facendo altre Nazionali».

Il Sudamerica?
«Al momento è impensabile immaginare una trasferta oltreoceano, direi off-limit. Siamo sempre andati, ma se non cambia nulla prima, sarà difficile; adesso in Argentina è tutto bloccato sino a settembre. E proprio a settembre e direi anche ottobre non è che siano tante possibilità per allenarsi: credo che si possa lavorare bene solo a Saas Fee e Zermatt, ma in Svizzera ci lasceranno andare?
Detto questo, come Francia avremo la possibilità di allenarci sulla neve nelle prossime settimane, come Italia, Svizzera o Austria, ma altre Nazionali come faranno? Penso per esempio agli Stati Uniti: avrebbero anche la possibilità di allenarsi sulle loro montagne, ma hanno anche alcuni voli interni bloccati e poi il grosso del loro materiale è in Europa. Per contro penso alla Robinson che avrà in Nuova Zelanda piste tutte per lei perché non so chi potrà viaggiare laggiù. Credo che sarebbe giusto che tutti avessero le stesse opportunità per allenarsi».

E la Coppa del Mondo?
«Non sappiamo come potremo muoverci a settembre e ottobre, speriamo di avere più certezze nei mesi successivi. La Coppa del Mondo deve essere aperta a tutti: gli americani potranno venire a Sölden, noi potremo andare alla gare nordamericane?».

Facciamo un passo indietro, che giudizio dai alla Francia femminile nell’ultima stagione?
«Come tutti, speri sempre qualcosa di più. Noi siamo una squadra ‘piccola’, ma i segnali ci sono. Peccato per Tessa (Worley) che stava recuperando la condizione dopo i problemi al ginocchio proprio nel momento dello stop alle gare. Abbiamo vinto il parallelo di Sestriere con Clara Direz, abbiamo ottenuti discreti risultati in discesa, Doriane Escane ha fatto il posto fisso in gigante, con il secondo posto della specialità in Coppa Europa, abbiamo ottenuto una medaglia ai Mondiali Junior (in superG con Karen Smadja Clement), insomma segnali che il sistema si sta muovendo. E anche per dare un segnale di continuità abbiamo deciso di confermare lo staff al 99%: ci sarà qualche innesto, ma è ancora presto per fare nomi, è appena partita la fase 2 in Francia e dobbiamo ancora incontrarci per i contratti degli allenatori. Credo, però, che già la settimana prossima tutto sarà definito».

Poi si parte?
«Le squadre le abbiamo ufficializzate: la distinzione tra A e B è solo per una questione ‘ministeriale’, i gruppi lavoreranno poi insieme. Poi sì, siamo pronti a iniziare con tutte le cautele del caso».