'A livello maschile siamo fra gli sport piu' vincenti'

Il dt Ravetto traccia il bilancio del quadriennio olimpico

Tocca al direttore tecnico del settore maschile Claudio Ravetto fare il punto della situazione dopo le Finali di Lenzerheide. Il biellese ci tiene tuttavia a tracciare un bilancio su quattro anni.

FRA GLI SPORT PIU’ FORTI – Eccolo Ravetto: «D’altronde l’alto livello deve vivere sulla programmazione ed è necessario lavorare sui quadrienni olimpici, in quanto i Giochi sono l’appuntamento per antonomasia. Da Vancouver a Sochi l’Italia dello sci alpino maschile è cresciuta. Lo slalom ed il gigante sono mancati un po’ nell’ultimo biennio, in discesa invece siamo diventati, se non la squadra da battere come l’anno scorso, almeno fra i più competitivi. Non ho problemi a dire che lo sci alpino maschile è fra gli sport di squadra più forti in Italia. L’obiettivo erano due medaglie a Sochi, lo abbiamo centrato e per 5 centesimi non arrivava la terza. Siamo comunque sempre stati competitivi in tutte le discipline con almeno due atleti».

9 MEDAGLIE – «Fra Garmisch 2011, Schladming 2013 e Sochi 2014 abbiamo conquistato 9 medaglie su 15 gare. In questo quadriennio siamo entrati più di 200 volte nei primi dieci, e lo abbiamo fatto con diversi atleti. Ci manca è vero l’uomo da Coppa del Mondo generale, ci manca il fenomeno, forse l’unico potrebbe essere Innerhofer, ma abbiamo un gruppo molto valido. Una quarantina di podi e poi 13 vittorie in CdM. Contento? Si, certo. Anche se quest’inverno in Coppa del Mondo potevamo e dovevamo fare più podi, credo in particolar modo nelle discipline tecniche, ma i giovani, ad esempio in gigante si stanno mettendo in mostra a suon di risultati».

PAROLA D’ORDINE ‘INNOVAZIONE‘ – «Abbiamo davanti i Ligety, gli Hirscher, poi Svindal, Neureuther e Kristoffersen. Come fare per compere quel passo in più e riuscire a battere questi fuoriclasse? Più che con il volume di lavoro e con le risorse economiche, che sappiamo avere di meno rispetto a certe nazioni, credo con le idee, con l’innovazione. Cosa vuol dire? Dare più assistenza all’alto livello. Come? Più idee nella metodologia del lavoro atletico e tecnico, più ricerca, più assistenza medica. Così da seconda o terza nazione potremo ambire ad essere la prima».
 

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