Asja Zenere è incontenibile al parterre. Urla di gioia, esulta per un grande risultato nella prima gara della stagione. Subito una “botta” di morale, per iniziare al meglio l’inverno. Sul Rettenbach una discesa iniziale già piuttosto solida, una bella seconda “macchiata” da quell’errore poco prima dell’ingresso nel piano.
«Stamattina ero molto nervosa, ho patito la gara ed ero emozionata – ha detto –. Non per particolari aspettative, ma semplicemente perché ero tesa». Nella seconda ha ritrovato serenità e si è lasciata andare, quasi troppo in quel passaggio che è in qualche modo è riuscita a gestire. «Ho cercato di restare calma – aggiunge –. Per fortuna non ero ancora arrivata sul piano e ho solo pensato a spingere. C’era ancora pendenza e avevo la possibilità di recuperare velocità. Sicuramente ho perso qualcosa, ma è andata bene così».
Ha faticato in estate, le sue ginocchia non le hanno dato tregua. E ha dovuto impostare un lavoro mirato. «Abbiamo deciso di non optare per l’operazione – spiega –. Era una situazione difficile e abbiamo avuto parecchi dubbi, ma ho lavorato tanto e adesso sto bene. Da aprile a oggi ho dedicato moltissimo tempo al recupero e continuo a farlo tuttora. È così, sono vecchia!», ironizza.

I suoi problemi alla ginocchia non richiedono una preparazione specifica dei suoi attrezzi. I suoi Salomon ora sono curati da Lorenzo Bronzing, che ha rilevato il posto di Gianluca Petrulli, passato ad altro ruolo all’interno dell’azienda francese. «Seguo molto l’impostazione che aveva con Petru, da cui ho imparato tanto e lo ringrazio per la disponibilità – spiega il service entrato nella scuderia Salomon dopo gli anni in Fisi – Il lavoro è cambiato un po’ in pista: deve gestirsi diversamente e non può fare tutti i giri che faceva una volta. L’obiettivo è quindi lavorare meno sulla quantità, ma aumentare la qualità». L’errore? «Mi sono subito preoccupato, poi però è stata brava a creare velocità sul piano e sono felice per questo suo risultato».
Quando Asja parla, la gara è ancora in corso. Il tabellone dei tempi continua a regalarle emozioni. Passa un’atleta dietro, ne passa un’altra. E l’urlo esce spontaneo. «Ho tanta fiducia, ma l’avevo già a dire il vero – aggiunge Zenere –. Aver fatto tanta velocità mi ha aiutata a stare bene. Per me questa serenità non ha prezzo. Ho lavorato tutta l’estate per la mia salute, non per costruire qualcos’altro: sono contenta di aver scelto questa strada, mettendo al primo posto il mio benessere. Probabilmente è proprio questo che oggi mi permette di stare così».
Zenere lo scorso inverno ha conquistato il suo primo podio in Coppa del Mondo. Terza nel superG della Val di Fassa. Ha 29 anni, 54 presenze in Coppa del Mondo e fa un punto sulla prestazione della squadra azzurra. «Ho sciato soltanto due giorni con loro a Ushuaia, purtroppo non molto – spiega – le ragazze mi sembrano tutte cresciute dal punto di vista tecnico. Per loro non è facile, le ragazze sono brave, ma bisogna rispettare i tempi di crescita di ciascuna. Ognuna ha la propria maturità e deve trovare la strada giusta. Ho visto slalomiste andare forte in gigante come non accadeva da tempo e Gas (Luca Agazzi, ndr) sa la sua».




